Sicilia, Politica

Gli enti della Tabella H in crisi, decine di dipendenti a rischio

PALERMO. Formalmente si chiama sostegno al reddito ed è il destino che attende dal primo agosto i 22 dipendenti del Cerisdi. L'ente di formazione pubblico seguirà così la strada tracciata dal Coppem, il centro per l’internalizzazione nel Mediterraneo, che dal primo luglio ha già dirottato verso gli ammortizzatori sociali tutti i suoi 13 dipendenti. E lo spettro della chiusura aleggia anche su altri 12 enti che storicamente hanno lavorato grazie ai fondi della Regione, erogati con la famosa Tabella H.

È il lento declino di agenzie, fondazioni e onlus storicamente vicine ai partiti che dalla fine degli anni Novanta a oggi si sono divise un tesoretto inizialmente forte di una sessantina di milioni e sceso negli ultimi anni a 24. Ma da quest’anno, complice una pronunzia del Commissario dello Stato, la Regione non può più erogare discrezionalmente questa pioggia di milioni. Serve un bando che selezioni gli enti più meritevoli.
 
E così, chiusi i ribinetti della Regione, che in tempi di vacche magre ha deciso per ora di tenere nel cassetto i 24 milioni che doveva mettere a bando, i vari enti stanno ricorrendo agli ammortizzatori sociali. Ha iniziato il Cerisdi. Suscitando la proccupazione dei sindacati: "Il ricorso all'utilizzo del sostegno al reddito - afferma Mimma Calabrò segretario generale Fisascat Cisl Palermo-Trapani - non può e non deve però rimanere l'unica strada oggi percorribile. Occorre piuttosto una presa d'atto e il riconoscimento dalle istituzioni di governo, presidenza della Ragione e Parlamento, perchè il centro deve e può tornare a ricoprire il ruolo chiave di erogatore di servizi per la crescita e l'aggiornamento della pubblica amministrazione e della formazione dei giovani laureati»
 
E domani si riuniranno a Palazzo dei Normanni i rappresentanti di 12 enti della ex Tabella H per segnalare le loro difficoltà di bilancio. Si tratta di Centro di Accoglienza Padre Nostro, Associazione Meter, Telefono Arcobaleno, Banco Alimentare, Centro studi Don Calabria, Missione speranza e carità, Associazione Recupero cerebrolesi di Palermo, Banco delle Opere di Carità, Samot, Samo (società assistenza malati oncologici), Opera nazionale mutilati ed invalidi civili, Euro-Mediterranean Council for burns and fire disaster (MBC). In questi lavorano - spiegano i titolari - almeno cento persone: «Ogni ulteriore ritardi comprometterebbe definitivamente l’attività di molti enti. Il governo deve intervenire».

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