Sicilia, Archivio

Gela, il Comune demolirà le case abusive

Un codice siglato con la Procura: già pronto l’elenco con i primi 25 fabbricati. Via le utenze di luce e acqua. Caltaqua ed Enel rischieranno denunce se non disattiveranno i contatori ai proprietari inseriti nella lista degli irregolari

GELA. La Procura di Caltanissetta ed il Comune di Gela hanno firmato un protocollo intesa per accelerare la demolizione degli immobili abusivi. Pronto un primo elenco con 25 fabbricati per i quali le ruspe procederanno alla demolizione. Rispetto al passato ci sono diverse novità. Intanto, scattano le responsabilità per Caltaqua ed Enel, ovvero quei gestori idrici e di energia elettrica che sono chiamati a disattivare i contatori ai proprietari di quegli immobili che fanno parte dell'elenco. Se non lo faranno incorreranno in denunce. È la prima volta che a Gela viene firmato un protocollo in maniera congiunta con un organo inquirente. L'obiettivo è quello di attuare controlli incrociati che renderà dunque più difficile sfuggire all'esecuzione dei provvedimenti della magistratura.

La firma sull'intesa è stata apposta dal sindaco Angelo Fasulo, dall'assessore al Territorio del Comune di Gela, Giuseppe D'Aleo, e dai magistrati della procura di Caltanissetta, Antonino Patti e Ferdinando Asaro.

«L'interscambio di notizie - chiariscono i magistrati Patti e Asaro – ci consentirà di rimuovere eventuali situazioni ostative. Spesso ci troviamo di fronte a sentenze per questi reati che prevedono la condanna penale per i proprietari, l'ammenda e l'obbligo di demolire l'immobile. E quest’ultimo provvedimento, nella maggioranza dei casi non avviene». «Con questo protocollo – spiegano alla procura del capoluogo – proviamo a dare una accelerata. Gela è il primo comune della provincia, ma estenderemo questa sinergia anche in altre città come Caltanisetta ad esempio». I due magistrati spiegano come siano state stabilite delle griglie ben precise. Verranno demoliti in ordine prioritario i fabbricati che sono stati realizzati in zone di inedificabilità assoluta, o sono incompleti, ed infine non residenziali (seconde abitazioni o villette estive). Fasulo sottolinea l'aspetto sociale. «Dove non è possibile sanarle provvederemo a demolirle – dice – ma se esiste la possibilità di salvarle questo protocollo diventa fondamentale per rispondere alla domanda di case in situazioni difficili. L'idea del social housing può diventare l'alternativa allo Iacp». In questo primo elenco di 25, sono 6 le case che possono essere dichiarate di prevalente interesse pubblico e quindi acquisite al patrimonio comunale.

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