Sicilia, Politica

La Regione sostituirà tutti gli ispettori

PALERMO. Tutti gli ispettori che si sono occupati delle verifiche negli enti di formazione verranno sostituiti, così come scatterà una rotazione del personale che all’assessorato regionale al Lavoro ha curato i controlli sui gestori dei corsi. L’indagine della Procura di Messina, che ha portato agli arresti 10 persone fra cui le mogli di Francantonio Genovese (Pd) e Giuseppe Buzzanca (Pdl), provoca il primo scossone alla Regione. Dove è scoppiato il caso dei controlli «sterilizzati».
Il Gip Giovanni De Marco ha disposto nei confronti di Carlo Isaja, 47 anni, la sospensione per due mesi dall'Ispettorato provinciale del lavoro di Messina. Isaja avrebbe informato in anticipo Elio Sauta - uno degli arrestati, fra i più vicini alla famiglia Genovese - dell’arrivo all’Aram degli ispettori. Le verifiche dell’assessorato, a tappeto, erano state disposte per accertare i motivi dei mancati pagamenti degli stipendi ai lavoratori malgrado la Regione avesse erogato le somme necessarie. Si cercava poi la documentazione che attestasse la regolarità delle sedi. Eppure - ricorda Anna Rosa Corsello, dirigente dell’assessorato alla Formazione e di quello al Lavoro - proprio sull’Aram non sono emerse irregolarità. Tanto che l’ente non figura fra i 43 per cui la Regione, a marzo, alla fine delle ispezioni ha chiesto la revoca dell’accreditamento, la patente per svolgere corsi con finanziamenti pubblici. Un elenco in cui figurano Ancol e Lumen, gli altri enti sotto inchiesta a Messina. A tutti e tre l’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, ha subito sospeso l’accreditamento e i fondi.
Gli stessi magistrati che hanno condotto l’indagine si chiedono «in che modo venissero effettuati i controlli di idoneità e se eventuali omesse verifiche siano conseguenza di mera incuria o negligenza, di induzione all’errore o altro». Domande che da ieri si pongono anche all’assessorato al Lavoro (a cui spettano i controlli), guidato da Ester Bonafede. Ieri è stata messa a punto una nuova direttiva: «Abbiamo previsto - anticipa la Corsello - che tutti gli ispettori del lavoro che si sono occupati delle verifiche sugli enti di formazione cambino incarico. Inoltre, anche all’interno della sede centrale dell’assessorato, ci sarà una rotazione di tutto il personale che a vario titolo si è occupato di controlli sugli enti». Una misura analoga era stata disposta alcuni mesi fa all’assessorato alla Formazione, che si occupa dei finanziamenti. La rotazione riguarderà pure gli uffici provinciali del Lavoro. La Corsello aggiunge che, a prescindere dalla sospensione già disposta dal Gip, «scatterà un procedimento disciplinare a carico di Isaja».
Ma in assessorato è scattata anche l’emergenza personale degli enti. La riduzione dei finanziamenti fra il 2011 e il 2013 aveva già costretto Aram, Ancol e Lumen a licenziare 113 dipendenti. Ne restano 203, a rischio ora che è stata staccata la spina. Un problema che potrebbe estendersi ad altri enti sotto indagine. La strada che la Scilabra sta provando a percorrere è quella del pagamento diretto dei lavoratori da parte della Regione. Ma su questo fronte pesano i dubbi della Corte dei Conti su casi analoghi verificatisi in passato, soprattutto perché la Regione utilizza fondi europei che non possono essere spesi senza procedure di gara pubblica. L’alternativa sarebbe la cassa integrazione, ma le scarse risorse a disposizione non bastano neppure per chi usufruisce già degli ammortizzatori sociali. La terza strada sarebbe quella dell’assorbimento degli esuberi da parte di altri enti, ma ciò comporterebbe l’aumento dei finanziamenti per queste sigle e pure in questo caso la procedura non è semplice.
Ma da ieri alla Formazione si lavora anche a una riforma che azzeri il sistema. «Se questo caso fosse esploso un mese fa - commenta la Scilabra - oggi avremmo la legge già approvata». Un mese fa l’assessore aveva provato a bloccare i corsi tradizionali. Finì con una mediazione, dopo giorni di scontri politici: un altro anno di corsi tradizionali ma con 25 milioni in meno. Ora la Scilabra rilancia: «È pronto il nuovo regolamento per l’accreditamento. Impediremo subaffitti di sedi e ci sarà più rigore nella selezione dei rappresentanti legali». La riforma arriverà in autunno: «A settembre partirà un bando con cui proveremo a finanziare corsi del tutto nuovi, legati all’apprendistato in azienda, come ci chiede anche l’Ue. Con la legge salveremo invece solo le garanzie occupazionali del vecchio sistema».
E con una lettera aperta a Crocetta, il leader della Cisl Maurizio Bernava ha chiesto che «si rescindano i contratti con le società del sistema affaristico che coinvolge i politici e si affidino i servizi ad altri soggetti con gare e garantendo il personale». Intanto sotto Palazzo d’Orleans hanno protestato gli allievi dei centri salesiani che curano i corsi per l’obbligo formativo dopo le scuole medie. «I corsi Oif – dice don Basilio Agnello – vengano staccati dagli altri perché la nostra è la formazione che funziona, permette ai minorenni di imparare un mestiere e trovare lavoro. Abbiamo 2.500 allievi, 550 a Palermo, che si specializzano in meccanica, ristorazione, grafica. Siamo convenzionati con grandi aziende nazionali». E prosegue anche la protesta dei 350 licenziati dal Cefop, che da settembre perderanno gli ammortizzatori sociali.

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