Regione, Ingroia: "Io chiamato per investigare"

Il leader di azione civile nominato commissario della società: guadagnerò meno che da magistrato. L’ex pm: chiudere Sicilia e-Servizi costerebbe troppo, farò ordine. Si annidano interessi mafiosi e clientelari

PALERMO. Il primo ruolo da ex pm antimafia doveva essere quello di presidente di Riscossione Sicilia, società partecipata finita nell’occhio del ciclone per una montagna di debiti e consulenze facili. Il no del Csm ha bloccato Antonio Ingroia ad aprile. Ma Rosario Crocetta ha rilanciato e gli ha assegnato ieri l’incarico di commissario di Sicilia e-Servizi, altra partecipata che secondo Palazzo d’Orleans si è resa protagonista «di una truffa da almeno 200 milioni». E, ormai fuori dalla magistratura, ora per Ingroia non ci sono più ostacoli verso l’ingresso nell’orbita della Regione. Primo passo, con ogni probabilità, anche per un patto fra il suo movimento, Azione Civile, e quello del presidente, il Megafono.

CON QUESTO INCARICO FARÀ IL PM CON ALTRI MEZZI?
«Per questo sono stato chiamato da Crocetta (ride al telefono, ndr). Questo incarico mi consente di incrociare il mio passato recente da investigatore e il mio futuro da uomo politico e amministratore pubblico. Metterò il naso sugli affari di questa società che già appaiono più o meno sporchi».


FINIRÀ PER ANDARE IN PROCURA DA TESTIMONE, PER DENUNCIARE. SI IMMAGINA LA SCENA, LEI CHE BUSSA ALLA STANZA DI UN COLLEGA...?
«È la prima cosa che ho pensato quando ho detto a Crocetta che avrei accettato l’incarico. Immagino che questo avverrà. Mi recherò in Procura nella nuova veste di denunciante. Però in passato sono già stato testimone, per questioni che riguardavano Borsellino».

CROCETTA IN CONFERENZA STAMPA HA DETTO CHE STA TRASFORMANDO PALAZZO D’ORLEANS IN UN UFFICIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA. È UN’ANOMALIA NECESSARIA?
«È l’anomalia siciliana ma non è l’anomalia di oggi. L'anomalia invece è avere avuto due presidenti sotto processo per mafia, uno dei quali condannato in via definitiva. L’anomalia è l’omertà istituzionale che ha regnato fino a oggi alla Regione mentre invece oggi Crocetta fa dell’antimafia la sua bandiera. In passato per noi della Procura è sempre stato difficile rompere il muro di gomma alla Regione. Ci sentivamo impotenti. Ora invece ci sono denunce pubbliche».

SI ASPETTAVA TUTTO QUELLO CHE STA VENENDO FUORI, SPRECHI NEL MIGLIORE DEI CASI E PRESUNTE TRUFFE NEL PEGGIORE?
«È la conferma di ciò di cui ho sempre avuto la sensazione da magistrato prima e da cittadino poi. Ma spesso mi è mancata la chiave per conoscere come all’interno dell’amministrazione si insinua il malaffare. Ora è diverso».

CHE IDEA SI È FATTO DI SICILIA E-SERVIZI?
«È una società che rappresenta una grande opportunità. Potrebbe davvero avvicinare i cittadini all’amministrazione sfruttando l’informatizzazione per sburocratizzare. Ho letto nei giorni una proposta del vicepresidente dell’Ars, Antonio Venturino, che prevede la creazione di un sistema che permetta a chiunque di conoscere sempre e in tempo reale lo stato della sua pratica. Buona idea, da realizzare».

DALLE SUE PAROLE NON SEMBRA CHE DARÀ SEGUITO ALL’ANNUNCIO DEL GOVERNO SULLA CHIUSURA DELLA SOCIETÀ.
«Chiuderla costerebbe troppo in termini economici e di tempo. Sono qui per fare ordine e rilanciare la società. Verificheremo anche la gestione dei dati sensibili. Di certo fino a ora Sicilia e-Servizi è stata solo l’ennesimo carrozzone politico-clientelare in cui si sono annidati interessi mafiosi. Non è un caso che la paternità della società è di Cuffaro».

QUANTO GUADAGNERÀ?
«Credo quanto avrei guadagnato a Riscossione Sicilia (40 mila euro lordi all’anno, ndr) e comunque meno di quanto guadagnavo da magistrato».

ORA CHE LA COLLABORAZIONE CON CROCETTA È UFFICIALE, ANCHE AZIONE CIVILE COLLABORERÀ COL MOVIMENTO DEL PRESIDENTE?
«Il mio movimento politico continuerà a esistere anche se il mio ruolo da amministratore di Sicilia e-Servizi è una cosa separata. Fra Azione Civile e il Megafono ci sono state a volte strade differenti ma c’è una grande affinità sulla visione dell’associazionismo civico e del valore della legalità. Si è aperto un dialogo, ovvio».

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