Sicilia, Politica

Formazione, al via l’iter per i corsi Entro venti giorni i progetti degli enti

Le lezioni dovrebbero partire a settembre. Saranno in vigore le nuove norme su trasparenza e anticorruzione

PALERMO. A partire da ieri gli enti della formazione professionale siciliana avranno venti giorni di tempo per presentare i progetti dei nuovi corsi, che probabilmente partiranno a settembre, indicando la tipologia ed eventuali esuberi di personale. Ci saranno comunque maggiori garanzie contrattuali per le strutture e per i 10 mila operatori del settore, che a loro volta dovranno rispettare le norme in materia di trasparenza e anticorruzione: stop a conflitti di interesse a causa di rapporti di lavoro con parenti di dipendenti regionali e deputati. Impegno che sarà ribadito dall’Ars con un ddl che già oggi potrebbe arrivare in Aula.
È l’effetto della direttiva dell’assessore regionale Nelli Scilabra, pubblicata ieri sul sito della Regione. Il provvedimento è frutto dell’accordo firmato a giugno coi sindacati e di fatto dà il via libera all’iter per l’avvio delle lezioni.
Gli enti sono stati già selezionati lo scorso anno col bando denominato Avviso 20, che era triennale ed era finanziato con fondi comunitari, per cui non ci saranno nuove particolari procedure per questa seconda annualità. A disposizione ci sono 220 milioni, una sessantina in meno rispetto allo scorso anno, somme finanziate dal piano per i giovani messo a punto dal governo nazionale per aiutare le regioni più in difficoltà. Per questo motivo i corsi saranno rivolti a giovani tra i 19 e i 35 anni.
È previsto un taglio del 10 per cento del monte ore dei corsi, ma gli enti dovranno tenere conto di alcuni paletti: dovranno essere eliminati prima di tutto i corsi ritenuti «inutili», ovvero rivolti ad esempio ad aspiranti attori o i troppi organizzati per estetisti, mentre dovrà in ogni caso essere salvaguardato il personale assunto fino al 31 dicembre 2008.
Una volta ricevuti i progetti, la Regione valuterà eventuali esuberi o richieste di personale e assieme a enti e sindacati proverà a spostare i lavoratori in modo da evitare licenziamenti. Anche perchè per eventuali buchi in organico sarà data «priorità al personale inserito nell’albo dei docenti». Garanzie anche per le indennità dei lavoratori: i gestori dovranno aprire un conto corrente dedicato esclusivamente alla spesa del personale.
Tra le novità, spiega Giuseppe Raimondi della Uil, «c’è la stipula di una convenzione, un contratto tra la Regione e gli enti, che per la prima volta obbligherà l’amministrazione a rispettare gli accordi e i tempi. Così gli enti potranno fornire maggiori garanzie alle banche e assicurare il pagamento degli stipendi».
Tra enti e amministrazione regionale viene stipulato anche un «patto di integrità» per rispettare i criteri di trasparenza e legalità. I gestori si impegnano «a non avere rapporti di lavoro, di consulenza, collaborazione, studio o ricerca» con parenti «entro il quarto grado o affini entro il terzo» che lavorano negli uffici della Formazione professionale alla Regione. La Regione si impegna da parte sua «a rendere pubblici i dati riguardanti i procedimenti» per consentire agli enti di «verificare gli aspetti tecnici dell'intervento e quelli amministrativi del procedimento».

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