Mafia, Riina condannato per minacce ai giudici

MILANO. Totò Riina, il 'capo dei capi' di Cosa Nostra, è stato condannato oggi dal Tribunale di Milano a 4 mesi per minacce nei confronti dei giudici della Corte d'Assise di Caltanissetta, perchè, secondo l'accusa, quando gli venne notificata un'ordinanza in carcere, nel 2010, disse «a questi li faccio morire».
Il boss della mafia siciliana, con alle spalle numerose condanne all'ergastolo, era anche accusato di aver minacciato Sonia Alfano, europarlamentare Idv e presidente della Commissione antimafia europea, mentre era in visita al carcere di Opera, sempre nel 2010. Da questa accusa, però, Riina, difeso dall'avvocato Luca Cianferoni, è stato assolto.
I giudici dell'ottava sezione penale (presidente del collegio, Renata Peragallo) in sentenza hanno accolto le richieste del pm Piero Basilone. Stando alle indagini, Riina, il 10 febbraio del 2010, al momento della notifica di un'ordinanza della Corte d'Assise di Caltanissetta in relazione all'omicidio di Giovanni Mungiovino, si rivolse a un agente di polizia penitenziaria, dicendo: «Loro mi vogliono fare morire, a questi li faccio morire io». Inoltre, il 4 maggio successivo a Sonia Alfano, in visita al carcere di Opera (dove il capo di Cosa Nostra è detenuto in regime di 41bis) disse: «Noi detenuti i politici li
fucileremmo tutti». Per questo episodio, però, il pm ha cambiato l'imputazione, formulata inizialmente dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e ha ritenuto che non sussistessero le minacce, perchè la frase non era stata pronunciata in tono aggressivo e veniva usato il verbo al condizionale.
Nell'imputazione originaria, invece, il verbo era al futuro «li fucileremo». Riina ha assistito a quasi tutte le udienze del processo in videoconferenza dal carcere.

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