Ballottaggi, affluenza in calo: meno 16 punti

PALERMO. I dati parziali dell'affluenza alle urne per i ballottaggi alle Comunali sembrano confermare il trend negativo che sta caratterizzando da diverso tempo la più grande regione italiana: sempre meno siciliani vanno a votare. Una tendenza che ha avuto la manifestazione più eclatante a ottobre dello scorso anno, quando meno della metà degli aventi diritto sono andati a votare per il rinnovo dell'Assemblea regionale e per l'elezione del nuovo presidente della Regione.    
E' vero che al secondo turno delle comunali un calo di partecipazione è fisiologico, così come è indubitabile che rispetto a due settimane fa il richiamo del mare di domenica è molto più forte. Ma resta il fatto che i dati dell'affluenza sono in continua discesa elezione dopo elezione, e non si scorgono inversioni di tendenza. Se si vanno a esaminare le tre principali città dove si é votato per i ballottaggi per i sindaci (Messina, Siracusa e Ragusa), l'affluenza al momento è contrassegnata ovunque dal segno meno rispetto a quella del primo turno, e sembra difficile che di lunedì si abbia una partecipazione tale da ribaltare questo dato. A Ragusa, alle 22, i cittadini andati alle urne sono stati il 30,98% degli aventi diritto (oltre 12 punti in meno rispetto al primo turno). Il saldo negativo è salito a quasi 46 punti a Siracusa, dove i votanti sono stati il 22,81 per cento. A Messina il calo dei votanti è stato di oltre 17 punti, con il 30,49 per cento. Se il raffronto col primo turno è negativo, il bilancio diventa ancora più pesante se si considera che il 9 giugno si era registrato un arretramento rispetto alle precedenti elezioni comunali. A Messina il risultato finale del primo turno segnava una diminuzione dei partecipanti al voto di oltre cinque punti, a Siracusa di 4 punti e mezzo e a Ragusa, dove si era votato per il sindaco e il consiglio comunale soltanto un anno fa, si era registrato un calo di otto punti e mezzo.    
Naturalmente, ad appesantire il dato contribuiscono fattori locali, come a Siracusa, ad esempio, dove al ballottaggio sono andati il candidato sindaco del centrosinistra, Giancarlo Garozzo, e un candidato ex Pdl, Enzo Vinciullo, espressione di diverse liste civiche, lasciando così gli elettori del centrodestra di fronte ad una scelta che può non aver interessato la maggior parte di loro, e questo spiegherebbe almeno in parte quello scarso 23 per cento di votanti.     

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