Promozione della Sicilia, bloccati 15 milioni

Il business della comunicazione per i grandi eventi: l’Ue pronta a negare i rimborsi delle somme spese

PALERMO. È l’affaire della comunicazione. Il business milionario legato alle campagne pubblicitarie per le manifestazioni acchiappaturisti (sulla carta) ma anche al generico quanto ambizioso obiettivo di promuovere la Sicilia nel mondo. L’assessorato al Turismo spendeva, prima che l’estate scorsa l’Ue bloccasse i fondi. E ora, mentre la magistratura indaga sugli investimenti per alcuni dei grandi eventi curati dalle aziende di Giacchetto, alla Regione si accendono i riflettori su un altro finanziamento da 15 milioni che, rileva il presidente Rosario Crocetta, «si è aggiudicato un raggruppamento che comprende almeno 5 imprese che hanno poi avuto rapporti col faccendiere. Un appalto da noi bloccato per un timore di infiltrazione mafiosa dopo che era stato aggiudicato». E che ora rischia di trasformarsi nell’ennesimo buco nei conti regionali.
Il finanziamento bloccato è quello assegnato nell’agosto del 2010 per «l’appalto di servizi e forniture per la progettazione e realizzazione di una campagna di comunicazione integrata per la promozione turistica della Sicilia». Il bando risale al gennaio del 2010 e ha l’obiettivo, si legge nei documenti che la Regione ha consegnato recentemente a Bruxelles, la promozione della Sicilia in Francia, Spagna, Germania, Svizzera ma anche Russia, Turchia e Brasile che secondo una indagine sui flussi turistici effettuata dall’Osservatorio regionale in quell’anno «sono stati individuati come Paesi sui quali focalizzare la comunicazione». La gara mette in palio 15 milioni: arrivano 5 offerte e ha la meglio quella presentata da un raggruppamento di 6 imprese, cinque delle quali sono citate nell’ordinanza con cui la Procura di Palermo ha fatto scattare l’operazione Grandi Eventi.
La Regione però ha bloccato il finanziamento per un altro motivo: «Il contratto è stato sospeso per una certificazione antimafia atipica» si legge nel carteggio. «La Prefettura di Milano - ricorda Crocetta - segnalò i propri sospetti su una sola delle 6 imprese. E l’affare fu solo congelato perchè l’informativa atipica, non individuando prove certe di compromissione, lascia all’amministrazione il potere di valutare se andare avanti nel rapporto con le imprese. Ora noi stiamo provando a revocare definitivamente il finanziamento». La giunta ha varato una delibera che obbliga a interrompere qualsiasi rapporto con imprese raggiunte da informative antimafia, anche nella formula meno dura (la atipica, appunto).
Il problema però, spiegano al Turismo, è che i 15 milioni del finanziamento sono rimasti nel limbo: non possono essere spesi e si rischia di perderli per inerzia. Nel frattempo sono piovuti i ricorsi al Tar del raggruppamento di imprese e si attende una nuova certificazione antimafia. Ma, spiegano dall’assessorato guidato da Michela Stancheris, anche se l’appalto si sbloccasse Bruxelles dovrebbe poi accettare l’investimento. Il rischio è che questi 15 milioni si aggiungano ai 60 utilizzati per i grandi eventi e finiti sotto scopa: l’Ue non vuole rimborsarli alla Regione, che li ha anticipati.
Era molto grande la torta della promozione dell’immagine della Sicilia. Grande quasi come quella dei grandi eventi. Al punto che c’è un’altra gara, sempre dell’agosto del 2010, che assegna per la pubblicità legata al calendario di manifestazioni di quell’anno ben 10 milioni: una somma quasi analoga a quella stanziata per gli stessi festival. A vincere la gara è stata la Mediacom Italia srl. L’appalto non ha avuto ostacoli giudiziari. E si somma a un altro appalto da 120 mila euro assegnato per la sola stampa di «materiale promozionale per gli anni 2010 e 2011».
In totale per promuovere la Sicilia la Regione ha stanziato 33 milioni ma solo su 19 è già arrivato il via libera di Bruxelles, che ne ha approvato l’investimento.

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