Caltanissetta, il caso della fogna "contesa"

CALTANISSETTA. È la più grande fogna a cielo aperto della città. Sorge a due passi dal centro storico e all'interno della stazione ferroviaria e i miasmi maleodoranti provenienti da quel pantano ormai vengono avvertiti in una vastissima zona. Una emergenza ambientale vera e propria che rischia di passare inosservata. Nell'area in questione in quello che un tempo era lo scalo merci, confluiscono liquami da una condotta fognaria ovviamente mal funzionante o forse scoppiata di pertinenza - così sostengono le Ferrovie - di un grosso stabile in via Elena. Ed è scoppiata addirittura una querelle legale su chi deve intervenire per l'eliminazione del guasto. Nell'attesa di un pronunciamento del giudice, Trenitalia si era mostrata disponibile ad intervenire ottenendo l'alt dai condomini del palazzo. Prima, hanno fatto capire, si dovrà attendere la definizione del contenzioso poi si vedrà. Nel frattempo, lo stagno ogni giorno diventa sempre più ampio favorendo così una situazione insostenibile per chi risiede negli stabili circostanti, fra via Elena e via De Gasperi. Ad ingigantire il tutto la prima ondata di gran caldo della stagione. Alla stazione ferroviaria, ormai da tempo, bastano temporali anche di lieve entità per determinare il formarsi di un grande lago (acqua piovana e scarichi fognari) compreso fra lo scalo merci e l'imbocco della galleria. E' stato così per tutta la stagione invernale. Con l'arrivo dell'estate, però, i nodi sono venuti al pettine. Le acque piovane si sono prosciugate lasciando sul terreno uno strato spesso di fango, è rimasta solo la fogna a cielo aperto alimentata ad ogni ora del giorno dagli scarichi al centro della contesa. Disattivato lo scalo merci la grande area è stata trasformata in parcheggio a beneficio dei dipendenti ferroviari, di altri uffici della zona, di commercianti di utenti. Lo scalo ferroviario nisseno negli ultimi anni ha subito un drastico ridimensionamento. Il transito dei treni è ormai ridotto all'essenziale, non più di venti in una sola giornata, e le scene a cui si assisteva nel periodo estivo con l'Agrigento-Milano in partenza dal primo binario preso letteralmente d'assalto sono ormai un pallido ricordo.

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