Amministrative in Sicilia, sfide in 142 comuni

PALERMO. I grillini provano a ripartire dalla Sicilia. Crocetta e il Pd si sfidano. Il Pdl deve dimostrare che la rimonta iniziata con le Politiche è completata. Si vota in 142 Comuni e i partiti attendono lo scrutinio per far scattare la fase due alla Regione.
Una ventina i centri in cui si vota col proporizionale: il centrodestra governa oggi in 15 centri e il centrosinistra in 4. A Partinico c’è una guida Udc. La partita vera si gioca a Catania, Ragusa, Messina e Siracusa. E lì, per dirla con il segretario Pd Giuseppe Lupo «si parte da 4 a 0 per loro ma ci sarà la rimonta». Vanno in scena modelli diversi di alleanza: alle falde dell’Etna il centrosinistra allargato fino a Ingroia sfida il centrodestra classico e compatto, a Ragusa e Messina una coalizione fotocopia di quella che guida la Regione sfida la corazzata del centrodestra. A Siracusa l’Udc ha scelto il Pdl invece del Pd.
Ma ci sono anche i casi Partinico, Licata, Piazza Armerina dove Pd e Megafono si misurano su candidati diversi. La supremazia dell’uno o dell’altro può cambiare i rapporti di forza alla Regione. Lupo prova a guardare oltre il voto: «Magari al secondo turno ci si ricompatta. In ogni caso dopo servirà una valutazione serena dei risultati insieme al presidente. Sì, chiamiamola verifica ma su programmi e obiettivi degli assessori». È quell’idea di una fase due del governo che scuote pure l’Udc e che Crocetta non vuole assecondare. Per Gianpiero D’Alia, leader Udc, dopo il voto Crocetta deve imprimere un cambio di marcia alla Regione «altrimenti lasciamo la giunta». Anche se Lillo Firetto, capogruppo all’Ars, invita a tenere distinti i due piani: «Il voto per le Amministrative è troppo inquinato da liste civiche per essere valutato politicamente. Altra cosa sono i rapporti con la giunta». Chi sta a guardare cosa succede nella maggioranza è l’Mpa. Dopo l’incontro dei deputati con Crocetta, il capogruppo Roberto Di Mauro si sbilancia: «Se il presidente porta avanti una stagione di riforme, noi ci siamo».
L’incognita sono i grillini: «Fino a ora siamo sempre cresciuti percentualmente. Ma qui il punto è entrare in ogni Comune in cui abbiamo liste e conquistare sindaci per far vedere come governiamo» sintetizza Giancarlo Cancelleri, capogruppo all’Ars. I grillini hanno candidati in 40 dei 142 centri in cui si vota. Grillo ha evitato le grandi città nel suo tour concentrandosi sui centri medi: «Ci aspettiamo tanto da Riesi, Acate, Leonforte e Menfi» prevede Cancelleri. Basterà a evitare che anche in Sicilia, come alle Amministrative nazionali, inizi la discesa dopo il boom alle Politiche e alle Regionali?
In questo quadro il Pdl ha meno opzioni: deve confermare la guida nelle grandi città e mettere in crisi l’alleanza Pd-Udc che lo ha mandato all’opposizione alla Regione. «Miriamo a consolidare il risultato delle Politiche, in cui il Pdl è stato il primo partito - scommette il coordinatore Dore Misuraca -. Ma le Amministrative sono un ambito a parte, in cui è più determinante il profilo dei candidati sindaci e la loro capacità amministrativa».

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