Sicilia, Cronaca

Salerno, attacchi dinamitardi per controllare appalti Arresti e perquisizioni anche a Palermo

SALERNO. Attraverso una serie di attentati incendiari si erano posti l' obiettivo di instaurare un clima di terrore che avrebbe consentito, anche attraverso le elezioni comunali, di controllare con propri uomini la gestione amministrativa del comune di Siano (Salerno). Un'organizzazione criminale di stampo camorristico, nata dalle ceneri del disciolto clan Graziano della vicina Quindici (Avellino), è stata smantellata dai carabinieri di Salerno che hanno notificato stamani undici misure cautelari nei confronti di altrettanti presunti appartenenti al gruppo attivo nella cittadina del Salernitano. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero messo a segno 16 attentati dinamitardi, la maggior parte a Siano (Salerno), per arrivare a controllare l'amministrazione locale e poi gestire le attività economiche e imprenditoriali nella zona. In manette sono finiti Aniello Basile, ritenuto capo dell'organizzazione; Luigi Lamberti; Gerardo Cerrato, Antonio Gabola e Giuseppe Letizia, quest'ultimo già detenuto nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino). Ai domiciliari è finito invece l'avvocato Samuele Di Filippo per il quale il gip del tribunale di Salerno non ha ritenuto di accogliere la richiesta del reato di associazione per delinquere mafiosa avanzata dalla locale DDA. Di Filippo deve rispondere dei reati di ricettazione e in concorso di detenzioni di armi da sparo. Le altre misure cautelari hanno raggiunto cinque indagati: quattro obblighi di dimora ed una presentazione alla Polizia Giudiziaria.  Le indagini presero il via all'indomani di una serie di attentati incendiari - avvenuto tra gennaio 2009 e ottobre 2010 - contro autovetture, autocompattatori e persino contro la farmacia della sorella del sindaco di Siano, Sabato Tenore, vittima a sua volta di un altro atto intimidatorio con l'esplosione di una bomba carta dinanzi alla sua abitazione.  Per il procuratore di Salerno Franco Roberti, «sicuramente il gruppo criminale avrebbe condizionato le elezioni amministrative per mettere ai posti di comando propri uomini».  Eseguite anche 26 perquisizioni (tre nelle carceri di Palermo, Secondigliano e Sant'Angelo dei Lombardi). Le misure cautelari sono state eseguite a Siano, Rimini, Pesaro, Catanzaro e Sant'Angelo dei Lombardi.

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