Sicilia, Economia

Giovani, lavoro e Imu: via alla stagione delle riforme

ROMA. L'Italia si 'salva' dalla procedura di deficit eccessivo e tenta di riavviare la stagione delle riforme. Le risorse che ora si liberano - ha già detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni - saranno disponibili ma dal 2014. E c'é anche da fare i conti con un peggioramento delle stime sulla crescita (-1,8% nel 2013 dice l'Ocse). Le emergenze sono note.

Così Saccomanni punta con decisione alla spending review e all'evasione. ("La riduzione delle imposte è possibile se viene accompagnata da una riduzione delle spese e dalla lotta all'evasione"). Insomma Saccomanni, parlando dell'Iva, spiega: "sono misure già in campo si tratta di vedere come finanziarle rimanendo nei vincoli". E poi ci sono "interventi più urgenti" ad esempio il sostegno alle zone colpite dai terremoti.

Per affrontare l'emergenza più scottante, cioé la riforma dell'Imu, domani si riunirà per la prima volta un tavolo di lavoro a via XX Settembre. Ma lo scopo è quello anche di rimettere ordine nell'intero settore: dal rilancio dell'edilizia fino alla revisione dai valori catastali. Il primo nodo è quello dei bonus per le ristrutturazioni e per gli interventi ecologici. Ufficialmente ancora si cercano risorse, ma fonti governative danno per scontate che provvedimenti saranno
approvati. "Sono ottimista", dice il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. E, secondo alcune fonti, sul piatto potrebbe esserci anche un allargamento dell'incentivo. Il pressing è forte, tanto che il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi chiede di portare lo sconto dall'attuale 50% al 70%. Poi c'é l'altro nodo: l'Iva. A brevissimo, senza interventi, scatta il rincaro dell'Iva: tra 32 giorni.

Ecco i capitoli economici a grandi linee:

I CONTI PUBBLICI: Al netto degli interventi possibili (Iva, Imu, ecc) il percorso di messa in sicurezza dei conti è assicurato. Il deficit è sotto il 3, il pareggio strutturale è assicurato, e si segnano 'surplus' sul bilancio. Resta da attuare l'intervento per far scendere il debito. Ma il peggiora: nel 2013 il Pil sarà al -1,8%.

LAVORO IN DUE TAPPE: L'intervento sul lavoro avverrà in due tappe. Prima, a giugno, le norme per favorire l'occupazione dei giovani. Poi l'intervento (a dicembre) sulla flessibilità. Dallo Sviluppo il sottosegretario Vicari avanza una proposta: credito di imposta pari ai contributi per 5 anni per le aziende che assumono giovani.

RIFORMA AMMORTIZZATORI: L'intervento è stato annunciato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini in occasione del decreto per rifinanziare la Cig.

CASA E BONUS: In ballo c'é soprattutto la rimodulazione dell'intervento sulle fasce più alte. E ci sono da trovare 4 miliardi per cancellare l'intervento su: prima casa (fasce basse), capannoni, terreni. Ma i capitoli sono molti: dalla conferma dei bonus per gli interventi ecologici e le ristrutturazioni (non escluso l'aumento delle tipologie) fino alla revisione dei valori catastali.

IVA E TARSU: Sull'Iva l'intervento dovrebbe essere immediato. Ma 'costa' 2 miliardi. Per la Tarsu si punta invece a 'sterilizzare' l'aumento.

BANCHE E CREDITO: E' una delle raccomandazioni di Bruxelles. Ma da anni in Italia la polemica è già alta. Le banche non erogano più credito. Dunque occorre "migliorare il
flusso del credito verso le attività produttive".

DEBITI P.A.: I debiti 'lievitano': c'é chi parla di 120 miliardi (il decreto attualmente all'esame del parlamento ne paga 40). Ma un quadro più chiaro, dunque un eventuale nuovo intervento, arriverebbe dopo settembre.

ESODATI E PRECARI: I contratti di circa 25.000 precari della P.a. sono stati di recente prorogati da giugno a dicembre. Ma il problema resta. Anche sugli esodati si attende un
ulteriore passo avanti per ampliare la platea dei 'tutelati'.

PATTO STABILITA' INTERNO:
La richiesta è sempre la stessa: rivedere i rigidi vincoli del patto di stabilità interno o a livello locale si rischia la paralisi totale.

TICKET E SANITA':
Si punta a cancellare l'aumento dei ticket previsti per il 2014 con un mancato incasso di 2 miliardi che però sarebbero già recuperati dai risparmi.

SPESE INDIFFERIBILI: Sono le spese che devono essere rifinanziate a meno di decisioni politiche contrarie. Un esempio per tutti è quello del rifinanziamento delle missioni internazionali o i contratti di servizio.

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