Sicilia, Archivio

Caltanissetta, cede la parete esterna di uno stabile: nuovo crollo in centro, nove sfollati

CALTANISSETTA. Un boato sordo, la paura. Ore 19, rione Provvidenza. L’ennesimo déjà vu: una parete esterna cede di schianto squartando quello che una volta era uno stabile del caratteristico centro storico: oggi poco più che un rudere, quel palazzo ha perso un elemento portante, mettendo a rischio l’area circostante. Il bilancio è serio, per fortuna non tragico, come talvolta purtroppo è accaduto: nove persone sono state evacuate e ora sono ospiti da parenti. Per qualcuno forse si renderà necessaria la sistemazione in albergo, almeno per uno o due giorni. A venire giù è stata la parete esterna di un vetusto fabbricato a tre elevazioni abbandonato da moltissimi anni, ma nel quale si sospetta che, nottetempo, stranieri senza fissa dimora e homeless abbiano trovato riparo. Per fortuna al momento del cedimento strutturale non c’era nessuno. Il crollo, fortunatamente, non ha provocato danni o feriti. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco e tecnici comunali che, a scopo cautelativo, hanno intimato al nucleo familiare che abita nell’edificio attiguo l’immediato sgombero. Lo stabile in questione è stato transennato e questa mattina i tecnici di Palazzo del Carmine effettueranno un nuovo e più attento sopralluogo. Messe in sicurezza le persone e rimosso il pericolo ci sarà più tempo per valutare la tenuta delle strutture superstiti. «Siamo intervenuti nel tardo pomeriggio - racconta una fonte del comando di polizia urbana - abbiamo subito intimato alle persone dello stabile attiguo di allontanarsi dal pericolo». Vigili urbani e tecnici del comune hanno subito dato esecuzione a un’ordinanza di sgombero immediato. Una prassi, in questi casi, quantomai necessaria nella circostanza accaduta ieri. Un altro immobile che cede al tempo e all’incuria. L’ennesimo rudere di un centro storico che, in assenza di strumenti urbanistici (e risorse finanziarie) tesi alla riqualificazione e alla messa in sicurezza, tenderà ad assomigliare sempre più a una grande distesa di mattoni pericolanti.

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