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Si trasferisce al Nord per battere la crisi: azienda di Gela in ginocchio per i furti

La denuncia dell’imprenditore: «Rubati mezzi dai nostri cantieri in Friuli e Piemonte, danni per 500 mila euro»

GELA. Sbarcare al Nord per fare impresa non sempre si rivela una scelta così azzeccata: almeno, stando all'esperienza attualmente vissuta in Piemonte e Friuli, dai manager della Meic Services, azienda gelese gestita dalla famiglia Melfa. La denuncia viene lanciata direttamente dal patron della società, Elio Melfa: «Nei nostri cantieri di Ciriè, in provincia di Torino - spiega l'imprenditore - in appena otto mesi, abbiamo subito furti per un ammontare di circa 150 mila euro». In sostanza, una banda ben organizzata di ladri specializzati nella visita ai cantieri industriali avrebbe preso di mira le attività della famiglia Melfa. L'ultimo raid, solo in ordine di tempo, risale a due settimane fa. Due autoarticolati e tre escavatori sono stati rubati. Immediata la denuncia dei rappresentanti dell'azienda gelese. Sono stati i carabinieri torinesi ad avviare indagini e a ritrovare, a distanza di pochi giorni, uno degli autoarticolati portati via dal cantiere. Secondo gli investigatori, sarebbe stato abbandonato vicino capoluogo piemontese. Più complessa, invece, è stata l'indagine che ha condotto a ritrovare i tre escavatori. I mezzi, infatti, sono stati individuati ad Ostuni, in provincia di Brindisi. Gli investigatori, così, hanno denunciato con l'accusa di ricettazione due pugliesi di 44 e 30 anni. Sarebbero stati loro ad occuparsi di piazzare la refurtiva in zona. Gli inquirenti hanno avviato indagini anche sul conto di alcuni metronotte in servizio vicino al cantiere preso di mira.
«Evidentemente - spiega ancora Elio Melfa - qualcuno non ci vuole in Piemonte. Di sicuro, come già fatto a Gela, non ci arrenderemo e sceglieremo, in ogni caso, la via della denuncia alle forze dell'ordine». L'azione dei ladri, inoltre, già lo scorso autunno, aveva fatto venire meno un autoarticolato e tre escavatori, per un valore di circa 250 mila euro, successivamente ritrovati sempre dai carabinieri. Ma il difficile Nord della Meic Services non si chiama solo Piemonte. Furti e danneggiamenti si sono verificati anche in uno dei cantieri avviati dal gruppo nella zona di Pordenone. Le indagini, in tutti i casi denunciati dagli imprenditori gelesi, sono state favorite dai sistemi di rilevamento satellitare installati sui mezzi utilizzati dagli operai del gruppo. «Ovviamente - spiega ancora Elio Melfa - non posso che congratularmi con le forze dell'ordine. Però, non capisco come facciano mezzi rubati di una certa portata a viaggiare in lungo e largo per la penisola senza essere sottoposti a controlli». Quindi, la questione sicurezza sul fronte delle attività economiche ed imprenditoriali non sembra essere una variante esclusiva del meridione e, nel caso specifico, di Gela. «La richiesta - continua il proprietario della Meic Services - mi pare più che semplice. Abbiamo bisogno di sicurezza e vigilanza. Solo in questo modo si possono tutelare gli investimenti effettuati e, soprattutto, i nostri stessi operai». Attualmente, la società ha alle proprie dipendenze quasi cento lavoratori, in parte utilizzati tra i cantieri avviati sia in Piemonte che in Friuli. In città, la famiglia Melfa ha spesso ingaggiato serrati duelli con i vertici della raffineria Eni, contestando le immissioni che dagli impianti dello stabilimento di contrada Piana del Signore invaderebbero il vicino sito di rifornimento Meic Services.

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