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Niscemi, troppe antenne sul territorio: il Comune ha pronto un regolamento

La 3ª commissione Sanità ha elaborato un testo che dovrà essere approvato dal Consiglio

NISCEMI. La città di Niscemi, oltre a fregiarsi del titolo di "Capitale del Carciofo", potrebbe venire identificata con l'appellativo meno invidiabile di "Capitale dell'elettrosmog". In pratica, la popolazione vive all'ombra di una selva di antenne: antenne della telefonia fissa e mobile disseminate per il centro abitato (alcune delle quali ubicate accanto alle scuole dell'infanzia); la 46 antenne, attive dal 1991 nella base Ntrf della Marina militare Usa; e ora il temutissimo super radar del Muos, in fase di ultimazione. Non c'è proprio da stare allegri, se la 3ª Commissione consiliare Sanità si è premurata di elaborare un "regolamento delle onde elettromagnetiche nel territorio comunale", arrivando anche a decisioni drastiche. Infatti, come recita l'articolo 19 del regolamento, "è assolutamente vietata l'installazione di antenne di telecomunicazioni militari, parabole Muos, nel territorio di Niscemi, in quanto considerato territorio smilitarizzato con delibera del Consiglio comunale n. 72/2012: la presenza di presidio militare dovrà essere bonificato entro due anni dall'approvazione del regolamento". La preoccupazione dei componenti della 3ª Commissione (Giuseppe Rizzo, presidente; Gianluca Cutrona, Rocco Blanco, Salvatore Lupo e Francesco Buccheri) è quella di tutelare la salute della popolazione, dato che per la "carenza di adeguati studi scientifici non è possibile stabilire con certezza, e soprattutto quantificare con esattezza, la pericolosità per la salute umana delle emissioni di onde elettromagnetiche da parte degli impianti; pur tuttavia, non è possibile escluderne la pericolosità sulla base delle esperienze fin qui maturate e degli studi effettuati". Il regolamento, che sarà portato all'esame dell'assemblea cittadina, prescrive che dovranno avere in tutti i casi priorità le norme più restrittive previste dalla normativa vigente e ci si dovrà ispirare ai principi di tutela della salute. Inoltre, il documento impone che bisogna minimizzare l'impatto urbanistico, paesaggistico e ambientale delle nuove installazioni mediante l'individuazione di aree sia per i nuovi impianti che per favorire la ricollocazione di quelli esistenti. Da minimizzare anche l'esposizione della popolazione alle radiazioni non ionizzanti generate da impianti ed apparecchi per le telecomunicazioni; mentre risulta bandita del tutto ogni sorta di antenna a scopo militare, Muos compreso.

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