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Caltanissetta, si finse ginecologo in ospedale: era infermiere e finisce in Tribunale

Il sostituto procuratore Maria Pia Ticino gli ha contestato le accuse di sostituzione di persona ed esercizio abusivo della professione

CALTANISSETTA. Lui, infermiere professionale in ospedale, si sarebbe spacciato per ginecologo. Fissando pure appuntamenti a ignare clienti che, però, non è mai riuscito a visitare. Sol perché, secondo la tesi dell'accusa, all'interno dell'ospedale non è riuscito a trovare un locale che potesse spacciare come suo finto ambulatorio. E' stata poi la tenacia di un paio di donne, che hanno fiutato del marcio, a smascherare il presunto millantatore. Che adesso è chiamato sul banco degli imputati per rispondere di sostituzione di persona ed esercizio abusivo della professione. Ipotesi di reato che pendono sul sessantatreenne, Leonardo M. (difeso dagli avvocati Walter Tesauro ed Ernesto Brivido) che avrebbe tentato d'ingannare, secondo la tesi accusatoria, una decina di donne. Ed è più per fini pruriginosi piuttosto che per trarne profitti di natura economica che l'imputato avrebbe ideato lo stratagemma poi finito male. Grazie alla tenacia di un paio di partorienti che scavando fino in fondo hanno poi finito per fare saltare fuori la verità. La storia si sarebbe sviluppata nel giro di una sola settimana, esattamente cinque anni fa. Quando il presunto millantatore si sarebbe prima presentato alle pazienti come medico specialista, fissando loro pure appuntamenti all'interno dello stesso ospedale. Ma nel momento in cui non sarebbe riuscito a reperire locali idonei a spacciarli come suo ambulatorio avrebbe tentato di glissarsi. Così le donne si sarebbero presentato al «Sant'Elia» cercando di un medico che, in realtà, non esisteva. Ed è stato così per più di una partoriente che di quel fantomatico dottore non hanno trovato traccia. Quasi tutti un po'stranite, alla fine, si sono arrese andando via. Altre, un po' più ostinate, e tra loro, in particolare, J.B. (assistita dall'avvocato Salvatore Tona), invece, hanno voluto andare fino in fondo. Si sono rivolte alla reception chiedendo di quel medico. Ma si sono sentite rispondere che con quelle generalità lì, in ospedale, non v'era alcun ginecologo. Scavando ancora un po', piuttosto, hanno risposto alle puerpere che con quel nome e cognome in ospedale lavorava soltanto un infermiere. E' stato in quel momento che ha cominciato a prendere corpo l'idea che vi fosse dietro qualcosa di molto strano. Quei sospetti hanno dato vita a una denuncia. Così sono scattate due verifiche in qualche modo parallele: una interna, di natura amministrativa, l'altra penale della procura. E per il sospetto millantatore, il falso ginecologo, è scattata l'imputazione a lui contestata dal sostituto Maria Pia Ticino. Quella da cui sarà chiamato a difendersi dinanzi il giudice Alessandra Figliola.

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