Estremo oriente e Isola riuniti da un abito e dalla cultura

PALERMO. Il kimono alla siciliana è la sintesi simbolica di una teoria suggestiva che unisce il popolo del Sol Levante alla Sicilia. È basata sul testo «Sicily: Ancestral Japan» scritto da alcuni docenti dell’università di Nagasaki, Hiromu Taguchi, Toshinori Yoshikawa insieme all'assistente Tomoko Ozawa, e avanza l’ipotesi di popolazioni protosicule, che a causa delle devastanti eruzioni dell’Etna e delle scosse telluriche, abbiano iniziato, circa 5.000 anni fa, un lungo peregrinare verso Oriente, alla ricerca della riconciliazione con le loro due principali divinità: il dio Sole nascente e il dio Vulcano. Molte, secondo i cattedratici, le prove. Il Sole, innanzitutto, elemento importante dell'immaginario di entrambi i popoli, e presente nelle loro bandiere. La comunanza, poi, di un vulcano innevato al centro dello sviluppo delle due civiltà, Catania, ad esempio, è «la città della spada», che in giapponese si dice katana. La festa della fioritura dell’albero augurale, ancora, che è quella del Mandorlo in fiore in Sicilia e del ciliegio in fiore in Giappone. Numerose, ancora, le affinità nell’alimentazione, come per il pesce azzurro, sushi e sashimi giapponesi e banchetti siculi a base di mitili, polipi e piccoli pescetti crudi, gli arancini di riso e il tempura giapponese che equivale alla verdura in pastetta siciliana. In ultimo il senso dell’onore forte per entrambi i popoli. MI. AV. 

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