Capelli, «ricrescita» trascurata? Nessun problema: ora è fashion

I consigli dell’hair stylist: «Esiste da 30 anni. Per cambiare sfumatura, è necessario avere gusto non solo quello di chi lo porta ma pure di chi lo realizza»

PALERMO. Buone notizie per tutte quelle donne che per mancanza di tempo non rinnovano la tinta per capelli e lasciano una lunga ricrescita. Non siete trascurate, siete fashion. È la moda a dirlo e la tendenza si chiama shatush. Da non confondere con il massaggio (che si scrive e si pronuncia in maniera diversa, questo si legge «sciatusc»), è una tecnica che imita l’effetto naturale della schiaritura estiva delle punte. Basta conoscerla per riconoscerla in ogni testa vip immortalata in immagini recenti. L’elenco delle donne note che ne fanno una bandiera è lunghissimo ed internazionale.
L’icona italiana dello shatush è Belen Rodriguez (pre e post gravidanza), seguono Elisabetta Canalis, Kasia Smutniak e Anna Tatangelo. Criticatissimo lo shatush di Bianca Balti a Sanremo, piuttosto innaturale, mentre brillanti e d’effetto sono quelli made in Usa. Tra le più note Cameron Diaz, Drew Barrymore, Hilary Duff e Hilary Swank, Jessica Alba e Jessica Biel, Julia Roberts, Keira Knightley, Miley Cyrus e Sarah Jessica Parker. «In realtà esiste da 30 anni – racconta Dario Migliore, hair stylist quarantenne che dall’età di 10 ha iniziato, nel negozio di famiglia, la gavetta che l'ha portato ad aprire una propria attività in via Sicilia a Palermo. - La presentò con lo stesso nome Aldo Coppola, uno dei parrucchieri più noti al mondo, un precursore. Allora durò un paio di stagioni. La studiai 20 anni fa e data la grande richiesta ho aggiornato la tecnica. Il metodo più diffuso è la schiaritura, per cui si sceglie la percentuale di capelli da decolorare, su ciocche cotonate, e si procede ad una eventuale e successiva tonalizzazione. Scelgo colorazioni a ph acido che chiudono le squame, rendendo il capello lucido. Operare su tutta la massa renderebbe lo stacco troppo netto ed ha senso farla solo su chiome medio lunghe. Sono soprattutto le ragazzine modaiole a volerla perché l’hanno vista a Belen ma cresce anche il numero delle signore che hanno abbandonato le mesches per lo shatush». La durata dell’effetto dipende dalla velocità di ricrescita. A lungo andare si perde l'armonia tra la base e le punte, perché la tonalizzazione sbiadisce, ed è necessaria una colatina per ripristinare la brillantezza. Si può fare su tutti i colori ma per scegliere la sfumatura «è necessario avere gusto – aggiunge Dario - non solo quello di chi lo porta ma anche di chi lo realizza. Uno stacco nero e biondo è improponibile, meglio un ramato oppure un argento alle punte, molto fashion. Il colore più strano che mi hanno chiesto è un viola su castano scuro». Per farlo occorre circa un'ora, che varia in base alla ferrugginosità del capello che oppone resistenza alla decolorazione. Meno aggressiva è la crema decolorante meno stressante è per la struttura. Un prodotto di qualità rende lo shatush ripetibile senza danni e rispetto ai colpi di sole, meno vincolante e costoso è il suo mantenimento. Il prezzo è circa 60 euro, 15-20 per la tonalizzazione periodica. Tra le clienti sotto trattamento, Tiziana Bisconti, trentenne tecnico elettronico e casalinga forzata. «L'ho scelto per dare luce al mio viso – dice - almeno questo, visto che sul fronte lavoro per ora ne vedo poca».

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