Incidenti, troppi indisciplinati al volante

«La patente come un’arma». Così titolavamo domenica scorsa una nostra riflessione sull’ennesima tragedia delle strade, costata stavolta la vita al ragazzo di 17 anni di cui ieri si sono celebrati i funerali. E in quelle righe riflettevamo sulle molteplici cause e sulle altrettanto molteplici responsabilità che stanno dietro a ogni singolo incidente stradale, che sfoci o meno nel sangue. A cominciare dalla necessità di una maggiore educazione alla guida, che scaturisca fin dall’inizio da test più severi nel rilascio della patente e si concretizzi poi anche in controlli più capillari e repressione più severa. Un’esigenza condivisa da molti lettori che hanno postato i loro commenti su gds.it. Placido, per esempio, sposa in pieno il concetto espresso già nel titolo: «L’auto come le moto sono delle armi, cominciamo a pensare che la patente debba essere come un porto d’armi». Insomma, meno leggerezza nel rilascio dell’attestato di guida. Molto pertinente la proposta di Franco: «Corsi di guida periodici con esami finali, anche dopo il conseguimento della patente. Chi non supera, ritiro». Un’esperienza peraltro già maturata altrove, come sottolinea Michele Merendino: «Corsi di guida sicura riducono la sinistrosità fino al 30% e in alcuni Paesi del nord Europa sono obbligatori per i neopatentati». Nè mancano le proposte choc: «Un medico di una rianimazione di un ospedale palermitano - scrive Saverio - una volta disse: farei fare visite guidate qui ai ragazzini dai 16 anni in poi, così vedono cosa succede a guidare con leggerezza». E perchè no? D’altro canto però ha ragione anche Marcello De Caro quando punta il dito contro «i genitori che non rispettano le regole, che camminano con il casco al braccio». I cattivi esempi, dunque, arrivano pure all’interno delle stesse famiglie. Anche per questo sono più che mai necessari controlli costanti e accurati perchè, come scrive Antonio, «a Palermo, come in altre città della Sicilia, vige la legge del ”io ho sempre la precedenza, gli altri non sono nessuno”» o, per dirla con le parole di Alba, «il vero problema è chi guida con arroganza, irruenza e maleducazione». La sensazione generalizzata è che «non esistono controlli, specialmente durante il fine settimana», sottolinea Paolo e dunque non si può che pensarla come Gaetano73: «Occorre aumentare l’attività repressiva, con un progetto che coinvolga tutte le forze di polizia». Molti ce l’hanno soprattutto con scooteristi e centauri: «Circolano moto da 140cv e a 100km orari con le marmitte che fanno scattare gli allarmi e nessuno le sanziona», sottolinea Vincenzo; «troppi motorini truccati e non assicurati che per i ragazzi non sono mezzi di trasporto ma oggetti di equilibrismo», aggiunge Damiano.
Forse sarebbe il caso allora di sposare la proposta di Giannuzzo La Licata: «Imbottiamo le strade di Palermo di telecamere agli incroci e autovelox e raddoppiamo l’importo delle multe e i ritiri di patente. Vedrete come a tutti gli incivili passerà il piacere di giocare alla Formula 1».

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