Cassintegrati, migliaia senza più indennità

Bloccati dalla Regione i nuovi decreti di immissione di lavoratori nel sistema degli ammortizzatori sociali. I pagamenti per maggio sono garantiti solo a quanti già intascavano la cig. Da giugno stop agli assegni dall'Inps

PALERMO. Finiti i soldi per la cassa integrazione. La Regione ha già bloccato, ieri, i nuovi decreti di immissione di lavoratori nel sistema degli ammortizzatori sociali. I pagamenti, per il mese di maggio, sono garantiti solo a quanti già intascavano la cassa integrazione ma entro dieci giorni si esauriranno gli ultimi sgoccioli di finanziamenti e a giugno nessuno riceverà gli assegni dall’Inps.
Lo stop è stato deciso dall’assessore Ester Bonafede dopo un faccia a faccia fra i dirigenti del dipartimento Lavoro e i vertici dell’Inps. Ne è venuto fuori un bilancio che fotografa l’aggravarsi della crisi in questi primi 4 mesi del 2013 rispetto al primo semestre dell’anno scorso. Nel 2012 infatti le prime risorse stanziate da Stato e Regione si esaurirono a fine giugno. Quest’anno invece i primi 31 milioni sono andati in fumo molto più velocemente.
I soldi a disposizione in questa fase - spiega Anna Rosa Corsello, dirigente dell’assessorato al Lavoro - non superavano i 31 milioni, 21 dei quali stanziati dallo Stato. Ma la Regione ha già autorizzato immissioni nel sistema degli ammortizzatori sociali per 31 milioni e 979 mila euro. A questo punto nella sede dell’Inps, che anticipa le somme, è scattato l’allarme rosso. E ieri la Regione ha sospeso la decretazione, cioè il passaggio con cui azienda e sindacati firmano, davanti ai responsabili degli uffici provinciali del lavoro, l’intesa per la cassa integrazione.
«Da gennaio a fine aprile - secondo una prima rilevazione dell’assessorato al Lavoro - sono pervenute presso gli uffici della Regione 2.729 istanze di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, di cui 556 per la cassa integrazione e 2.173 per mobilità». A ogni istanza, spiegano alla Regione, corrisponde una azienda e un numero variabile di lavoratori messi in cassa integrazione: nel caso della Gesip, per esempio, una sola richiesta ha comportato l’accesso agli ammortizzatori per circa 1.800 lavoratori da gennaio ad aprile.
Per questo motivo la Corsello ha disposto ieri anche un monitoraggio, chiedendo a tutti gli uffici provinciali dati dettagliati sul numero dei cassintegrati e dei lavoratori in mobilità. L’unico dato certo, al momento, è che nei primi 4 mesi dell’anno delle 2.779 richieste da parte di altrettante aziende ben 474 sono state accolte: 175 per accedere alla cassa integrazione e 299 per la mobilità. Le altre richieste presentate nei mesi scorsi e non ancora autorizzate verranno sospese fino a quando Stato e Regione non troveranno nuovi finanziamenti. E nessuna richiesta che arriverà da oggi in avanti verrà discussa se non si sblocca prima l’emergenza.
Numeri a parte, il problema è infatti che i soldi sono già finiti. Almeno la prima tranche. Perchè in realtà la Regione ha un budget accantonato di circa 108 milioni, che però al momento non può essere utilizzato: si tratta di fondi comunitari originariamente inseriti nel Fondo sociale europeo e recentemente trasferiti nel Piano giovani, il programma di investimenti gestito direttamente dal ministero dello Sviluppo. «Ma per sbloccare queste somme - spiega la Corsello - bisogna attendere un via libera di Bruxelles e poi un’istruttoria ministeriale. I tempi potrebbero non coincidere con la velocità della crisi».
Non a caso la Bonafede è in pressing sul governo nazionale per ottenere un aumento immediato degli stanziamenti. Una richiesta che accomuna già varie altre Regioni italiane, al punto che prima di lasciare il ministero del Lavoro la Fornero stimò in almeno un miliardo le somme aggiuntive che lo Stato dovrebbe reperire per assicurare la copertura di tutte le richieste. Stima che i sindacati si spingono a elevare fino a un miliardo e mezzo.

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