Retrocessione, per le casse rosa perdita da 60 milioni

Una cifra enorme, che mette anche paura in vista della prossima ricostruzione. La perdita più grossa sarà quella legata ai diritti tv: in Serie B entreranno soltanto 2-3 milioni di euro, contro i 38 garantiti nella massima serie

PALERMO. Piange il cuore e piangono anche i conti. Il Palermo in Serie B è una catastrofe sportiva prima di tutto, un colpo all’anima di chi vive di pane, calcio e rosanero. Poi c’è il lato meno romantico, la vile pecunia. I nove anni di Serie A hanno garantito introiti importanti, che hanno ingrossato i conti correnti del Palermo e hanno permesso al presidente Maurizio Zamparini di mettere mani al portafoglio solo quando c’era davvero necessità. Dopo l’esborso iniziale per rilevare la società e gli investimenti per costruire management e squadra con struttura europea, il Palermo fra plusvalenze (Pastore su tutti) e introiti dai diritti tv ha camminato sulle sue gambe, salvo qualche iniezione di capitali freschi quando il bilancio è andato in rosso.
La «tragica» retrocessione in Serie B, certificata dalla sconfitta sul campo della Fiorentina, provoca uno sconquasso a livello economico: dati certi ancora non ce ne sono, ma in viale del Fante - quando il «morto» è ancora caldo - dicono che, nonostante il paracadute garantito dalla Lega a chi va in B (12,5 milioni di euro nel caso del Palermo), il buco sarà di 50-60 milioni. Una cifra enorme, che mette anche paura in vista della prossima ricostruzione. La perdita più grossa sarà quella legata ai diritti tv: il Palermo dalla spartizione - mai piaciuta a Zamparini per i criteri che non premiano il merito sportivo - percepiva la bellezza di 38,5 milioni di euro. In Serie B dalle tv entreranno soltanto 2-3 milioni di euro, il saldo negativo dunque è di oltre 35 milioni. Una mazzata, e non è la sola.
La Serie A è una grande vetrina e come tale al Palermo garantiva proventi anche dalle sponsorizzazioni. Non siamo ai numeri delle big perché il Palermo non ha lo stesso appeal, ma i ragionieri di viale del Fante a bilancio ogni anno scrivevano almeno 6-7 milioni di entrate provenienti da vari marchi italiani ed esteri. La retrocessione in B di fatto decurta del 60-70% questi introiti. Alcuni dei contratti di sponsorizzazione in essere probabilmente prevedono una clausola rescissoria in caso di retrocessione, altri potrebbero essere rivisti. Quello dello sponsor tecnico, ad esempio, rientra in questo campo: la Puma continuerà a vestire il Palermo anche l’anno prossimo, ma garantirà un corrispettivo economico inferiore rispetto a quello previsto per la A. Ma c’è di più. Se già in serie A si fatica a trovare sponsor «pesanti», figurarsi in B. Campionato che, fra l’altro, non è coperto televisivamente come la A. Il Palermo probabilmente gli sponsor li «acchiapperà», ma i contratti non potranno garantire gli stessi introiti attuali.
Un’altra voce importante del bilancio è il valore patrimoniale (quanto valgono i giocatori in pratica), e anche in questo campo il Palermo avrà una forte perdita. Giorgio Perinetti, che è stato in Serie B con il Siena, sostiene che la svalutazione del parco giocatori è del 20-30 per cento. Per il Palermo la perdita stimata è di 20-30 milioni. Il presidente Zamparini e Perinetti hanno già annunciato che non faranno sconti a nessuno sul mercato, ma è chiaro che il Palermo non può più trattare in posizione di forza. La B rende «fragile» il club rosa che per certe trattative non potrà tirare troppo la corda. Magari si proverà ad ottenere il massimo, ma è chiaro che il «deprezzamento» è naturale, anche perché sarà impossibile trattenere certi giocatori in Serie B (Ilicic, ad esempio). C’è poi la questione dei «riscatti»: per Viviano il Palermo si aspetta 7,5 milioni dalla Fiorentina, per Silvestre altri 6 dall’Inter. Ci sono degli impegni, ma niente di ufficiale. Chissà che qualcuno adesso non prenda il Palermo per la gola... Altra sofferenza arriverà dalla biglietteria: negli ultimi anni gli introiti per la vendita di biglietti e abbonamenti sono notevolmente diminuiti, ma anche nelle stagioni peggiori (un anno fa, ad esempio) in cassa sono piovuti 5-6 milioni di euro. In B questi soldi non ci saranno perché da biglietti e abbonamenti arriverà almeno un 30-40 per cento in meno. Uno dei tanti motivi per risalire in fretta.

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