Precari licenziati, la Regione dovrà assumerli

I lavoratori saranno impiegati nella servizi ausiliari. Raffica di ricorsi e richieste di risarcimento

PALERMO. Per 150 precari delle società partecipate dalla Regione si aprono le porte della stabilizzazione. Una sentenza della sezione lavoro della Corte d'Appello di Palermo ha dato ragione a 13 lavoratori che nei prossimi giorni saranno assunti presso la Sas, la Servizi Ausiliari Sicilia. Adesso anche gli altri colleghi sperano di trarre beneficio da questa sentenza.
La svolta riguarda gli ex interinali della Multiservizi, società partecipata che ha svolto servizi nelle Asp e negli assessorati Sanità e Attività produttive, con contratti a tempo determinato (tra il 2006 e il 2010) per mezzo di società di lavoro interinale. La Multiservizi è stata poi accorpata assieme ad altre due partecipate, la Beni culturali Spa e la Biosphera, formando la Sas. Una fusione inserita nel piano di riordino delle partecipate, varato dell’ex governo Lombardo, e che ha visto 1.800 lavoratori transitare nella nuova società. Gli ex interinali erano però rimasti esclusi proprio per le vicende giudiziarie in corso. Adesso la sentenza ha convinto il presidente della Sas, l'avvocato Giuseppe Di Stefano, ad affermare che «i 13 lavoratori verranno stabilizzati subordinatamente all'esito del giudizio». In sostanza, saranno assunti ma verranno licenziati nel caso in cui le sentenze venissero ribaltate. Ad essere interessati sono 12 lavoratori di Agrigento che avevano vinto la causa di primo grado contro Multiservizi e contro Sas e una lavoratrice che, contro Multiservizi, due giorni fa si è vista riconoscere l'assunzione anche dalla Corte d'appello. Ed è stata proprio questa sentenza a convincere Di Stefano all’assunzione. Finora i lavoratori avevano avuto ragione solo in primo grado e in appello, in un altro processo, uno di loro aveva perso. Ma la sezione lavoro della Corte d'Appello di Palermo ha dato ragione a una precaria di Agrigento, Vincenzina Galione (difesa dall'avvocato Antonino Cremona): i giudici hanno confermato la sentenza del tribunale che ne ordinava l'assunzione.
Adesso anche gli altri ex dipendenti sperano nella stabilizzazione dopo un’odissea giudiziaria nata già nel periodo in cui lavoravano presso la Multiservizi: allora avevano fatto un primo ricorso per ottenere l’assunzione sostenendo che il loro era un contratto a tempo indeterminato dissimulato dall'incarico a tempo. Le prime sentenze dei tribunali di Agrigento e Palermo avevano accolto le loro tesi facendo scattare la data dell'assunzione dal momento della firma del primo contratto e riconoscendo anche arretrati, scatti e ferie.
Ma, nonostante le sentenze che ne ordinavano il reintegro, la Multiservizi non li ha assunti. Il risultato? «La Regione ha pagato stipendi per stare a casa a una dozzina di lavoratori per parecchi mesi e addirittura a qualcuno per circa un anno», spiega l'avvocato Cremona. Riammessi in servizio per pochi mesi, gli ex interinali sono rimasti esclusi dal transito nella nuova società partecipata, la Sas. A questo punto, sono fioccate le cause anche nei confronti della Servizi Ausiliari Sicilia, ritenuta «colpevole», secondo l'avvocato Cremona, «di non aver assunto i lavoratori, ma mano che uscivano le sentenze di primo grado, ma di averli pagati a vuoto per oltre sette mesi». Ma la Sas, con Di Stefano, rimanda al mittente le accuse: «È successo solo per un mese: siamo stati cauti e abbiamo aspettato l'esito delle impugnative». A riguardo, l’ex commissario liquidatore della Multiservizi, Anna Rosa Corsello, all'epoca avrebbe proposto una transazione con i lavoratori, per evitare alla Regione il pagamento di arretrati e sanzioni. Per la Corsello, comunque, «la Multiservizi non ha pagato gente per stare a casa». Adesso i leader della protesta, tra cui Angelo D'Anna, spiegano di essere «pronti a rinunciare a qualsiasi tipo di risarcimento, in caso di assunzione immediata».

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