Assenteismo alla Regione, oltre la fantasia

Tornano i fannulloni alla Regione: numerosi e compatti. Gli ultimi dati forniti dall’assessorato al Personale segnalano un aumento del 20% dell’assenteismo nei primi tre mesi dell’anno: un fortissimo aumento rispetto al trimestre finale del 2012. Un peggioramento generalizzato delle condizioni di salute? O piuttosto una doppiezza vergognosa?
Perché è difficile pensare ad una semplice coincidenza: la latitanza dal lavoro è esplosa proprio mentre Crocetta interveniva sui meccanismi di funzionamento degli uffici disponendo una serie di cambi e di trasferimenti.
Il personale, disertando in massa gli uffici, ha dato la sua «risposta». Una barricata per dimostrare la propria forza: una burocrazia regionale, a tutti i livelli, composta da una casta di intoccabili che non ha nessuna voglia di vedere lacerate le ragnatele, piccole e grandi, di potere e di affari.
Un simile monumento di arroganza merita una risposta ferma a vantaggio di tutti i cittadini siciliani. Non è ammissibile una rivolta del genere. In prima fila i dirigenti che devono dimostrare di non essere protagonisti di questa sedizione né complici dei fannulloni. Non vale il solito pietismo sull’assenza di strumenti o sulla mancanza di fondi per pagare le visite fiscali. Se mancano i mezzi per reprimere l’assenteismo, bisognerà ottenerli.
E questo problema chiama in causa il ruolo della politica. Apprezzabili gli interventi fatti fin qui da Crocetta. È, però, evidente che non bastano. La prima rivoluzione riguarda proprio l’efficienza della macchina amministrativa. Un pre-requisito in assenza del quale qualunque discorso sulla ripresa economica della Sicilia diventa solo un modo per dare aria ai denti. In questa operazione di bonifica serve il coinvolgimento dei sindacati che devono smetterla di difendere privilegi e inefficienze. Sempre pronti a chiedere l’allargamento dei diritti anche quando si tratta di autentici soprusi. Incapaci, però, di richiamare i loro iscritti all’etica del dovere e della responsabilità. Perché diciamocelo con franchezza: in Sicilia non c’è solo l'emergenza degli lsu. Ci sono anche gli abusi dei dipendenti regionali che non lavorano. Non tutti, per carità, perché ogni cesto di mele marce contiene qualche eccezione. Ma il problema resta: per la nostra classe politica i precari e i ventimila dipendenti della Regione non sono persone. Sono solamente voti. È ora di voltare pagina e dire basta a questo scandalo. fondi@gds.it

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