Giro d'Italia, proiettile Cavendish a Napoli: sua la prima maglia rosa

«Farò del mio meglio, assieme al 'miò team, per conservare la maglia rosa», afferma il ciclista

NAPOLI. Sul lungomare di Napoli, Cavendish è un missile senza ostacoli nè avversari. La sua potenza si trasforma in voglia di tenerezza quando - da padre giovane e orgoglioso - tutto vestito di rosa, esibisce la sua vittoria più bella: la piccola Delilah Grace, che la modella glamour Peta Todd gli ha regalato il 3 aprile dell'anno scorso. Un fagottino con i capelli dorati: Mark la tiene in braccio con una delicatezza che stride con la potenza messa in mostra poco prima, sul traguardo della 1/a tappa del Giro d'Italia di ciclismo.  In conferenza stampa, la freccia dell'Isola di Man prima fa i complimenti alla città di Napoli, «per come, chi la amministra, è riuscito a gestire l'organizzazione di questa gara», poi per la «bellezza del tracciato». Quindi guarda avanti: «Farò del mio meglio, assieme al 'miò team, per conservare la maglia rosa». L'Omega Pharma-Quickstep, però, domani a Ischia dovrà fare a meno di un uomo importante come Tony Martin, specialista delle cronometro. «Cercheremo di fare del nostro meglio - aggiunge Cavendish - siamo forti e possiamo disputare una buona tappa. Oggi si sono registrare diverse cadute, ma non so dire se questo evento sia da ricondurre alle condizioni del manto stradale o legato al nervosismo dei corridori, chiamati al primo esame di questo Giro. Quando si gareggia su un circuito, in ogni caso, le cadute fanno parte del gioco. Il tracciato della tappa non era pericoloso, anzi devo dire che mi è piaciuto molto». Nei giorni scorsi ha preferito non provare e riprovare le trappole di una tappa complicata, insidiosa. «Non era nemmeno necessario - spiega la neo-maglia rosa - visto che dovevamo transitare alcune volte sotto lo striscione del traguardo». Elia Viviani è stato costretto a inchinarsi allo strapotere di 'Cav': di fronte a tanta potenza è inutile gettarsi la croce addosso. «Stamattina ho chiesto ai miei compagni di fare come preferivo - racconta - volevo stare davanti per giocarmi tutto, volevo il treno giusto: per farlo bisognava esporsi, essere convinti e affiatati. Ho visto che potevo infilarmi, la volata è stato uno scontro diretto fra me a Cavendish. Alla fine ha vinto lui».  Vincenzo Nibali, come era logico, è rimasto a guardare, nell'attesa delle tappe che lo vedranno sicuro protagonista. Il suo pensiero fisso si chiama Bladley Wiggins. «In questi anni - dice il messinese dell'Astana - sono migliorato tantissimo, ma Wiggins avrà dalla sua due cronometro abbastanza vantaggiose, come a Saltara e la Mori-Polsa. Lui pensa solo alla vittoria, poi ci sono Scarponi ed Evans. Gli abbuoni saranno importantissimi, come lo sono stati in passato: ricordate quando vinse Cunego?».

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