Chiede vincita di 5 milioni di euro Il Monopolio gliene offre mille

Il sogno di un poliziotto legato all’esito del contenzioso con lo Stato per un biglietto preso tre anni fa

CALTANISSETTA. Se il sogno di essere milionario possa divenire realtà o restare un'illusione, sarà il tribunale a deciderlo. Lui, un poliziotto trentaduenne, resta ancora con il fiato sospeso. Perché a segnare il suo destino, e non è certo roba di poco conto, sarà adesso il giudice. Che dovrà stabilire se con un «gratta e vinci» l'agente abbia vinto poco meno di 5 milioni e mezzo di euro o soltanto 1.000 euro come invece l'amministrazione autonoma dei monopoli sostiene. Un abisso. Che si significa un futuro da nababbo o una vita pur sempre dignitosissima ma normale. Adesso l'aspirante milionario, C.B. (assistito dagli avvocati Matteo Guarino e Walter Tesauro) spera nella decisione del giudice Giulio Corsini. Perché è a lui che s'è rivolto chiedendo che gli venga pagata la mega vincita.
Era il tardo pomeriggio del 29 ottobre 2010 quando il poliziotto è andato al bar per sorseggiare un caffè. Proprio di fronte la questura. A un certo punto attratto da quei biglietti in bella mostra accanto alla cassa ha acquistato un tagliando della lotteria «Mega miliardario», ma lo ha conservato in tasca. Soltanto più tardi, una volta arrivato a casa, se n'è ricordato e lo ha grattato. E con soddisfazione s'è accorto che quel caffè era stato fruttuoso: il biglietto segnava una vincita di mille euro. Non male. Qualche giorno dopo, era esattamente il 2 novembre, sempre di tre anni fa, l'agente è tornato nello stesso bar per girare al titolare i dati anagrafici necessari per il pagamento della vincita. E come procedura vuole, il barista ha passato il biglietto vincente nel lettore ottico collegato telematicamente con Lottomatica. Una verifica di prassi.
È a quel punto che è accaduto quello che non ti aspetti. Nel momento in cui i lettore ha «scannerizzato» il codice a barre, l'apparecchiatura che stava verificando il numero di serie s'è messa suonare come impazzita. E dai monitor, lampeggiante, è comparsa una vincita di 5 milioni e 389.763 euro. Tutti increduli. Tutti a bocca aperta. Per primo il possessore del biglietto, poi il titolare del bar e gli altri clienti in quel momento presenti nel locale. E per esser certi che non si trattasse di un errore, quella lettura del tagliando è stata effettuata più di una volta. Sempre con lo stesso esito: una vincita da capogiro. Tant'è che la stessa apparecchiatura di Lottomatica ha rilasciato una ricevuta di biglietto vincente con il numero di serie, la vincita plurimilionaria e la dicitura «sarà pagata presso la banca delegata». Ma l'illusione è stata smorzata, due giorni dopo, dalla telefonata che il vincitore ha ricevuto dalla sua banca per avvertirlo che Lottomatica aveva accreditato sul suo conto una somma di 1.000 euro e non i 5 milioni e passa attesi. Da quel momento in poi s'è aperto un contenzioso che, adesso, passerà al vaglio del giudice

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