Regione, concessioni ambientali ferme

Sui tavoli degli uffici del servizio Via Vas del dipartimento del Territorio, che si occupa di «Valutazione ambientale strategica e valutazione impatto ambientale», le pratiche giacciono ormai da settimane una sopra l'altra

PALERMO. L'ufficio più importante dell'amministrazione regionale è paralizzato. Piani regolatori, autorizzazioni ambientali, via libera a nuove industrie: sui tavoli degli uffici del servizio Via Vas del dipartimento del Territorio, che si occupa di «Valutazione ambientale strategica e valutazione impatto ambientale», le pratiche giacciono ormai da settimane una sopra l'altra. E si cumulano, si cumulano: il presidente della Regione, Rosario Crocetta, nei mesi scorsi aveva parlato di «tremila pratiche bloccate». Il motivo? Se al Territorio c'era già una cronica carenza di personale, dopo la rotazione del personale la situazione non è ancora migliorata. Tanto che lo stesso dirigente generale del dipartimento del Territorio, Vincenzo Sansone, ammette che «Su una cinquantina di dipendenti possiamo contare su poco meno di dieci impiegati».
È una specie di maledizione quella che ha colpito uno dei centri nevralgici della Regione. Le presunte inefficienze del settore hanno convinto il governo a trasferire in massa il personale. In totale, a fine gennaio sono stati mandati via sette dirigenti e un'ottantina di funzionari, ad oggi rimpiazzati solo in minima parte. Negli stessi uffici sono stati costretti ad andare via anche 45 precari con contratti di collaborazione, non rinnovati nel 2013 nell'ambito delle annuali proroghe ai precari della Regione: erano semplici collaboratori e non titolari di contratti a termine, ecco il perchè della beffa. Ora ci si è messo pure lo sciopero di una decina di ex Pip che si occupavano di archivi e compiti di secondaria importanza. Come se non bastasse, nei giorni scorsi è scaduto l'incarico ad interim del dirigente che guidava il servizio, Francesca Chinnici. Morale della favola: ci sono pochissimi impiegati, manca una guida e al Via Vas è tutto bloccato. «Qui entrano 500 pratiche al mese – spiega Sansone –. Dopo le rotazioni sono giunti alcuni dipendenti da altri dipartimenti, ma chiaramente è necessario del tempo per imparare certe funzioni».
Il problema della carenza di personale è comunque cronico al dipartimento del Territorio. Già l'ex dirigente, Giovanni Arnone, aveva provato in tutti modi, con diversi atti di interpello, a reclutare nuovo personale in ogni ramo dell'amministrazione, ma senza successo. «In via Ugo La Malfa non vuole venirci nessuno, troppo lontano dalla città», sussurravano nei corridoi di Palazzo d'Orleans. Così oggi il dipartimento, spiega ancora Sansone, si ritrova con 130 persone in meno rispetto al personale in servizio al 31 dicembre scorso e a farne le spese, in particolar modo, è proprio il «Servizio 1». Se ad esempio la Vas interessa varianti e piani regolatori, la Via comprende tutto il resto, dalla pulizia delle spiagge all'autorizzazione per costruire nuovi impianti. Tanto che nel tempo, più volte Confindustria aveva attaccato la Regione per la carenza di personale in un ufficio ritenuto strategico per lo sviluppo economico.
Ma la situazione oggi è più che mai critica. A giorni, spiega Sansone, dovrebbe essere reclutato nuovo personale e sarà nominato il nuovo dirigente del Via-Vas: in pole c'è Fabrizio Cozzo, oggi in forza all'Agricoltura. L'assessore al Territorio, Maria Lo Bello, sta comunque lavorando da settimane a una soluzione tampone, ovvero la costituzione di una task force che possa rimettere in moto l'ufficio: «Il gruppo di lavoro è ancora in via di formazione – spiega – purtroppo non è ancora completa come volevamo perchè le rotazioni hanno interessato un po' tutti gli assessorati e le procedure per reclutare il personale sono ancora in corso. Comunque abbiamo fatto in modo di non tralasciare le pratiche più urgenti. Entro la metà di maggio contiamo di mettere in moto la task force, che conterà almeno una cinquantina di unità di personale e che pensiamo di raddoppiare, per poter smaltire l'enorme mole di pratiche arretrate che abbiamo trovato negli uffici del Via-Vas».

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