Agli stranieri piace... siciliano È boom di matrimoni nell’Isola

Secondo i dati solo lo scorso anno sono state circa trecento le coppie che hanno deciso di sposarsi nei luoghi più belli della Trinacria

Sposarsi in Italia va di moda, in Sicilia ancora di più. A dimostrarlo sono i dati in continuo aumento relativi sia alle presenze che ai fatturati del cosiddetto «wedding tourism» o «turismo di nozze». Agli stranieri piace dire «sì» sopratutto nelle Isole Eolie e a Taormina, mete magari non esotiche ma sicuramente di grande, grandissimo impatto. Un trend, quello dei matrimoni in Sicilia, che cresce di anno di anno, fino ad arrivare nel 2012 quasi a 300. Anche a Palermo e in tutta la sua provincia ci sono molte unioni di persone che arrivano al di fuori dei confini nazionali, idem nel Catanese. Particolarmente apprezzate anche le vie del vino, ad esempio quelle del Nero d’Avola, che rende il Siracusano, e di conseguenza anche il Ragusano, dei posti particolarmente appetibili per gli stranieri, che tra mare e buona cucina non faranno certamente mancare nulla agli ospiti. Fanalino di coda in questa classifica sembra essere l’Ennese. «Abbiamo selezionato le migliori strutture sul territorio nazionale specializzate in matrimoni fuori porta Italian style - ha spiegato l'Amministratore Delegato Wine and Wedding Giovanna Dello Iacono - con una lunga serie di servizi per gli sposi, a partire da percorsi benessere prewedding con trattamenti al vino o addirittura giri in elicottero sorvolando gli splendidi vigneti, dalle colline del Barolo nelle Langhe all'affascinante Franciacorta del Nord, dal Montalcino al Chianti, al Sangiovese fino al Montepulciano d'Abruzzo, per proseguire al sud, attraversando i vivaci terroir dell'Aglianico, il Nero d'Avola e il Nerello Mascalese stagliati su uno dei panorami più suggestivi, quello della Sicilia».
La nostra Isola dunque «regina» delle preferenze per le nozze straniere, ma quello del «Wedding tour» sembra essere una moda che interessa proprio tutta la notra Penisola. Secondo quanto certifica la Jfc, società di consulenza turistica, si sono registrati, solo lo scorso anno, circa seimila casi di questo tipo. A quanto pare il numero è destinato ad aumentare per diverse motivazioni. Quali? Tra queste, sicuramente l’incremento dei divorzi e delle seconde e anche delle terze nozze. Molti stranieri preferiscono scegliere luoghi lontani dal proprio paese di residenza in modo da aver accanto soltanto le persone più care e per sentirsi liberi di festeggiare come meglio preferiscono. Una conseguenza riguarda, in particolar modo, l’abbandono del matrimonio tradizionale, di solito accompagnato dalla presenza delle famiglie di entrambi i coniugi, dai grandi festeggiamenti e ricevimenti che richiedono tempo e denaro. Si tratta, dunque, di dare un peso diverso al giorno più bello della vita di ogni persona e di provare un’esperienza emozionale unica e irripetibile.
E il vantaggio è anche duplice: oltre a regalare momenti magici e indimenticabili alle coppie di innamorati, il wedding tourism aiuta anche le casse comunali. Dal 2009, infatti, molti Comuni italiani hanno introdotto la ‘wedding tax’, una tassa per tutti coloro che vogliono usufruire di una location particolare per celebrare il loro matrimonio.

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