Pronto soccorso al collasso Scoppiano nervosismo e risse

Nel pomeriggio di ieri il congiunto di un paziente si è scagliato contro medico e vigilante

CALTANISSETTA. Pronto soccorso al collasso e nervosismo alle stelle. Scoppia il reparto e allo stesso tempo mancano le valvole di sfogo in una situazione oramai «esplosiva». Saturi da tre giorni tutti i reparti dell’ospedale Sant’Elia che non possono accogliere pazienti. A farne le spese i medici e infermieri del pronto soccorso dove si riversa una mole imponente di lavoro e di richieste difficili da fronteggiare. In un contesto simile anche chi arriva con codici lievi, verdi o bianchi, dopo lunghe attese perde la pazienza scatenando il finimondo. Quello che è successo ieri all’ora di pranzo quando il congiunto di un paziente arrivato in codice verde, e in attesa da circa cinque ore, si è scagliato contro un medico che già doveva far fronte ad altre decine di pazienti in condizioni decisamente più serie. A dividere i due la guardia giurata di turno che alla fine è uscita malconcia riportando uno strappo, rimediato nel tentativo di calmare l’esagito e proteggere il medico. Bastano pochi numeri per fotografare la situazione esistente in quel preciso momento: i dieci letti dell’Obi saturi di pazienti, altri quindici letti in pronto soccorso occupati da gente in attesa di essere trasferita nei vari reparti e una sala d’aspetto piena di gente proveniente da tutta la provincia, ma anche dalle parti di Enna e Agrigento, con patologie più o meno gravi. A fronteggiare questa situazione di emergenza tre medici (di cui uno all’Obi), oltre il primario Aulo Di Grande, e solo quattro infermieri arrivati ormai al limite. Il vigilantes è stato refertato e giudicato guaribile in pochi giorni. Forse in un contesto simile occorrerebbe considerare la richiesta più volte avanzata dai medici alla direzione generale per l’aumento dell’organico attualmente non sufficiente a rispondere alle esigenze del territorio.

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