Letta: "Il primo impegno è dare una politica credibile"

Prime parole da incaricato premier per il vicesegretario del Pd: «Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità perchè questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo»

ROMA. Enrico Letta ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. Da domani partono le consultazioni con gli altri partiti. Il Paese ha bisogno di un governo, di lavoro e di risposte dal mondo della politica, come ha spiegato il vicesegretario del Pd nelle sue prime parole da incaricato premier. «Il tema è come dare risposte attraverso una politica credibile. Il mio grande impegno sarà  far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa con riforme istituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, cambiare il bicameralismo e una nuova legge elettorale. Questo governo non nascerà a tutti i costi ma se ci saranno le condizioni. Io ce la metterò tutta perchè gli italiani non ce la fanno più dei giochetti della politica. Con grande umiltà e senso del limite ma con una determinazione fortissima a dare seguito alla volontà del presidente della Repubblica».
Letta sottolinea che il suo impegno sarà soprattutto per il lavoro, per le imprese che chiudono e per i giovani che non trovano lavoro, o costretti a lasciare l’Italia. «Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità perchè questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo». Mi metto in questo impegno perchè penso che il Paese ha bisogno di risposte specie quella parte dell’Italia che soffre che ha bisogno di lavoro che non c'è, le imprese che chiudono i giovani che vanno via dal Paese. Bisogna dare una risposta all'emergenza giovani e questa sarà una priorità».
Letta ha spiegato che domani cominceranno a Montecitorio gli incontri con i partiti. L’auspicio è che la formazione del nuovo esecutivo abbia tempi brevi. «Cercherò di utilizzare il più breve tempo possibile: comincerò domani le consultazioni e spero nel più breve tempo possibile di tornare a sciogliere la riserva». Se si rivotasse ora l'effetto blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere. Ecco perchè faccio un appello alla responsabilità di tutte le forze politiche in Parlamento perchè facciano tutte insieme quelle riforme necessarie come la riduzione dei parlamentari e la legge elettorale. Il totoministri impazzirà ma dirò tutto quando, se scioglierò la riserva, al presidente della Repubblica. Voglio aggiungere una cosa e cioè la profonda gratitudine a Napolitano per il senso di dedizione al Paese e che sabato con la rielezione ha creato le condizioni per il tentativo che, ripeto, è complesso e difficile».
Il neoincaricato premier, infine, fa un accenno al suo partito. «Sono confortato dal fatto che il Pd ha già fatto una riunione che ha deciso a larga maggioranza con un documento molto chiaro che è la base che mi ha portato ad accettare l'incarico di oggi e ha dato al Presidente della Repubblica di scegliere questa strada piuttosto che altri nomi dei toscani che giravano in queste ore. È la base giusta e migliore e la base di chiarezza decisa e discussa e votata democraticamente. Mi faccio forte del senso di responsabilità che ha assunto ieri il Pd. In questi giorni al mio nome sono stati associati altri due nomi di due toscani come me: Renzi e Amato. Nel ringraziarli per le parole che hanno espresso anche in questi ultimi minuti confermo che il rapporto tra noi sarà molto utile per aiutarmi individuare le parole giuste da rivolgere al Paese e per dare un programma utile al Paese».

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