"Non si faccia morire il Cerisdi"

Da qualche tempo si registra - da parte del governo regionale - una serie crescente di esternazioni e azioni contrarie al Cerisdi- Centro Ricerche e Studi Direzionali, che mettono a rischio l'esistenza stessa del Centro, per l'azzeramento di ogni contributo. Facciamo appello alle forze politiche, alla società civile e alle organizzazioni sindacali per scongiurare questa evenienza. Si è riscontrata quasi un'ostilità preconcetta. Nella vita sociale e politica critica e dialettica sono non solo lecite ma essenziali. Rappresentano il sale della democrazia. Ma, in questo caso, tali giudizi appaiono ingiusti e incomprensibili. Negli ultimi quattro anni il Cerisdi ha vissuto una rinascenza (per l'azione fattiva, coesa e di alto profilo di tutto il Consiglio di Amministrazione e Assemblea dei Soci), riacquistando un prestigio riconosciuto in campo nazionale e internazionale, come istituzione di eccellenza. Una storica alta scuola che da circa trent'anni diffonde in Sicilia e nei Paesi del bacino del Mediterraneo la cultura della formazione e della ricerca. Sono testimonianza di tutto ciò: le convenzioni, i protocolli d'intesa e le collaborazioni con l'Èna- Ecole Nationale d'Amministration di Parigi, Luiss e Bocconi, atenei non solo siciliani. Si sono effettuati master di alto profilo, corsi di aggiornamento, lezioni e conferenze con personalità provenienti da tutto il mondo, grandi manifestazioni culturali internazionali. Ulteriore conferma è la composizione del Comitato scientifico di caratura europea. Inoltre -fattore molto importante, specie nella nostra Sicilia - si è realizzato una buona transizione scuola-lavoro. Ho evitato qualunque polemica, affinchè il dibattito non degradasse a livello mediocre e potesse portare alla perdita di lavoro per i dipendenti. Malgrado diminuizioni forti e continue dei contributi regionali nelle finanziarie degli ultimi tre anni , il Centro- con una gestione assolutamente parsimoniosa- è riuscito a tutt'oggi a pagare per intero e con puntualità gli stipendi al personale, a differenza di altre istituzioni similari. Inoltre - e questo credo possa interessare cittadini e lettori - ho messo in atto, sin dal mio insediamento, austerità e rigore. Ho venduto la macchina blu di rappresentanza e ho sempre raggiunto il Cerisdicon la mia auto, senza mai richiedere un euro di rimborso per carburante. Infine ho rinunciato a qualunque emolumento e prebenda a me spettante, devolvendo le somme a favore del Cerisdi. Ringrazioi numerosi deputati regionali, di gran parte dei gruppi politici, che hanno formulato ordini del giorno ed emendamenti alla finanziaria per salvare il Cerisdi. Nell'assumere nel 2009 la presidenza del Centro ho preso pubblicamente impegno di contribuire alla crescita delle giovani generazioni, specie siciliane e delle classi dirigenti di domani. La questione Sicilia è sempre di grande attualità nel nostro Paese. Chiudere una fabbrica culturale di elevatissimo livello e tagliare le «reti» di conoscenza, significa contribuire fortemente al nostro declino. Esistono battaglie di principio e battaglie di risultato: entrambe vanno condotte con convincimento. Ho sempre lavorato per questi obiettivi, in tutta la mia lunga attività professionale e civile, al fine di contribuire a dare futuro ai nostri giovani. Continuerò con forza e determinazione questo combattimento per una Sicilia migliore.  

* PRESIDENTE DEL CERISDI

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