Muos, riesplode la protesta: in 4 in cima al traliccio

Nel frattempo i presidi, in contrada Ulmo, sono stati rafforzati, nonostante i lavori siano stati sospesi fino al 31 maggio

NISCEMI. Riesplode la protesta davanti la base militare di contrada Ulmo a Niscemi. Un uomo, di religione buddista, in segno di protesta contro la realizzazione del Muos, questa mattina si è arrampicato, violando la zona militare, in cima ad una delle 41 antenne già esistenti in contrada Ulmo, a due passi dove la marina statunitense sta realizzando il Muos. Sempre in mattinata, al passaggio di un convoglio composto da operai e soldati americani, quattro attivisti per impedirne il passaggio, si sono distesi a terra. La polizia di Niscemi, è stata costretta a ricorrere alla forza per spostarli e permettere il passaggio del convoglio. Nel frattempo i presidi, in contrada Ulmo, sono stati rafforzati, nonostante i lavori siano stati sospesi fino al 31 maggio, in virtù di un accordo siglato a Palazzo Chigi secondo il quale prima della ripresa dei lavori si dovranno attendere i risultati di uno studio sulle ripercussioni che potrebbe avere la costruzione del radar sulla popolazione e sull’ambiente.

BLITZ DI 10 ATTIVISTI "NO MUOS".
Un gruppo di 10 attivisti No Muos ha compiuto un blitz all'interno della base americana di contrada Ulmo, a Niscemi, e quattro di loro si sono arrampicati sul traliccio di una delle 46 antenne in esercizio da anni. Protestano per impedire la costruzione del sistema di comunicazione satellitare, ritenuto pericoloso per la salute dei cittadini e per l'ecosistema del comprensorio. La polizia è intervenuta sul posto per indurre i dimostranti a uscire volontariamente dal presidio militare statunitense. Uno degli attivisti, indicato come una sorta di santone buddista, sarebbe stato il primo a superare la recinzione, ad introdursi nell'area militare interdetta ai civili e a salire in cima al pilone, dove ora si trovano in quattro.


USA CONDANNANO "BLITZ ILLEGALE E IRRESPONSABILE". "Lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti che i soccorritori. Condanniamo tali azioni". Lo afferma l'ambasciata Usa in merito al blitz degli attivisti alla base di Niscemi.
"Gli Stati Uniti - si legge nella nota dell'ambasciata Usa a Roma - sostengono convintamente il diritto ad una protesta pacifica. Tuttavia, lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti stessi che i soccorritori. Condanniamo tali azioni".
"La sicurezza è sempre stata una preoccupazione prioritaria degli Stati Uniti nella realizzazione del sito terrestre per l'antenna Muos, nei pressi di Niscemi. Comprendiamo le preoccupazioni relative alla struttura Muos - prosegue la nota - sollevate da alcuni cittadini che abitano nella zona, ed è il motivo per cui stiamo cooperando a pieno con il Governo italiano, che sta realizzando un nuovo studio sull'impatto per la salute e che sarà completato entro il 31 maggio 2013. Uno studio che siamo fiduciosi confermerà la sicurezza della struttura Muos". "La costruzione delle torri Muos è stata temporaneamente sospesa. Tuttavia, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi rimane operativa ed è vitale per le operazioni militari e umanitarie della Nato. Le azioni illegali e irresponsabili di oggi, condotte da un gruppo di manifestanti, mettono a repentaglio queste operazioni", conclude l'ambasciata americana.

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