Quirinale, quinta votazione: si va verso una nuova fumata nera

Dopo la mancata elezione di Prodi e il caos all'interno del Pd, con le dimissioni di Bindi e Bersani, quasi tutti i grandi partiti consegneranno la scheda in bianco. Sempre forti, comunque, i nomi di Rodotà (appoggiato anche da Sel) e della Cancellieri

ROMA. La quinta votazione per il presidente della Repubblica dovrebbe essere una nuova fumata nera, un nulla di fatto dopo i colpi di scena a ripetizione degli ultimi due giorni, soprattutto ieri, dopo lo stop a Romano Prodi e il caos all'interno del Pd, con le clamorose dimissioni prima del presidente Rosy Bindi e poco dopo del segretario Pierluigi Bersani. I nomi che circolano in queste ore sono tanti ma la certezza è una: quasi tutti i grandi partiti consegneranno le schede in bianco. Il Pd lo farà quasi sicuramente, in attesa del nome buono: uscito di scena Prodi, ora si ragiona su D'Alema, ma ci sono troppe spaccature interne per arrivare ad un accordo subito dopo lo pseudodramma di ieri

Il Pdl ha praticamente ufficializzato che non parteciperà al quinto scrutinio, le Lega consegnerà la scheda ma in bianco, così come i Montiani, che in queste ore stanno spingendo forte sulla loro candidata, Anna Maria Cancellieri, tanto da incontrarsi, più o meno segretamente, con Silvio Berlusconi in persona. Ancora forte, sopratutto a livello popolare, il nome di Rodotà, colui che dovrebbe prendere più voti in questa quinta tornata. Sicuro per lui l'appoggio del Movimento Cinque Stelle e di Sel. Il partito di Nichi Vendola lo ha annunciato poco prima del voto. Il capogruppo Gennaro ha infatti detto: "Ci sono solo lui e la Cancellieri, non vedo altre candidature".

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