Napolitano bis, si attende una risposta

Da Pd, Pdl, Lega e Scelta civica è stata espressa "la convinzione che - nella grave situazione venutasi a determinare - sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano"

ROMA. E Bis in idem: Giorgio Napolitano potrebbe essere fin da questo pomeriggio il nuovo e il vecchio Presidente della Repubblica italiana. Le cose si son messe a correre veloci e, bruciati i nomi di Marini e Prodi, una lunga processione si è messa in fila fin da questa notte per chiedere a Napolitano di accettare un secondo mandato, perché un'altra soluzione non c'é e la casa brucia. L'anziano Capo dello Stato si è riservato una brevissima pausa di riflessione, annunciando una risposta prima del sesto voto, quindi entro le 15. Ma Napolitano si è immediatamente premurato di vincolare a doppia mandata la riconferma ad un accordo tra le forze politiche per un governo di scopo. Ed ha sottolineato che rifletterà perché da Pd, Pdl, Lega e Scelta civica è stata espressa "la convinzione che, nella grave situazione venutasi a determinare, sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano". Pier Luigi Bersani, provato dall'avvitamento del Pd, è salito per primo stamattina al Colle per chiedere al Capo dello Stato di ricandidarsi. E di fronte alle garanzie forti chieste da Napolitano, per la prima volta ha dovuto ammettere la possibilità di un esecutivo di larghe intese (tra i nomi che circolano nel Palazzo per la premiership quelli di Giuliano Amato ed Enrico Letta). Anche Silvio Berlusconi è andato al Quirinale insieme a Gianni Letta ed Angelino Alfano, per ribadire ciò che già il Cavaliere aveva fatto sapere in nottata: il modo migliore per uscire dalla grave crisi in atto sarebbe stato una riconferma. In rapida sequenza è poi arrivato sul Colle anche il leader di Scelta Civica Mario Monti, che ha insistito fino all'ultimo sulla candidatura di Anna Maria Cancellieri, tanto da far pensare ad una sua freddezza sul Napolitano bis, smentita dallo stesso Monti con una nota di Palazzo Chigi: "Monti si é recato questa mattina al Quirinale per pregare vivamente il Presidente Napolitano, a nome di Scelta Civica e suo personale, di accettare la ricandidatura, nel superiore interesse del Paese". Poi sono stati i governatori delle Regioni (tra loro il leghista Roberto Maroni) ad implorare il Capo dello Stato. Intanto arrivavano sul Colle più alto calde sollecitazioni dalle forze sociali e dalla società civile. "Se il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accettasse sarebbe un fatto molto, molto positivo", ha fatto arrivare la sua benedizione da Firenze il convitato di pietra di queste elezioni, Matteo Renzi. Mentre a Montecitorio la quinta fumata nera garantiva una 'pausa di riflessione, un no secco e' stato invece scaraventato sull'ipotesi dai grillini e da Sel. "Ci aspettiamo da parte di Napolitano la conferma del suo diniego a entrare in questo teatrino anche squallido", ha chiosato Nichi Vendola. Il Movimento 5 Stelle insiste ancora su Stefano Rodotà. "Lo voteremo anche se propongono Napolitano", hanno sbattuto la porta i grillini, che non hanno cercato Napolitano né sono stati da lui contattati.

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