Prodi flop, Rodotà-Cancellieri più forti

Dopo la fumata nera alla quarta votazione si fanno più forti le candidature di Rodotà e della Cancellieri. Rispuntano i nomi di Amato e D’Alema e c’è chi ha chiesto a Napolitano di restare

ROMA. La quarta votazione sembra aver polverizzato anche Romano Prodi e nel caos che ne è seguito a Montecitorio, come fantasmi, si sono materializzati nomi che sembravano ormai persi nel limbo della politica. Riecco rose e donne che tornano protagoniste nei conciliaboli del Transatlantico e nelle riflessione dei partiti. Complice forse il clima di tragedia che si respira questa sera tra i grandi elettori del Pd, più di uno di loro si spinge a evocare la permanenza salvifica di Giorgio Napolitano che dal Colle, silenzioso, assiste alla crisi del suo partito. Ma anche dalla sponda opposta non si esclude del tutto che lo stallo possa riportare in campo l'idea di chiedere un piccolo bis all'anziano presidente. «Di fronte alla gravità inimmaginabile di ciò che accadendo ritengo che a questo punto non resti prima del precipizio finale, non solo per il Pd ma per l'Italia, di chiedere al Presidente Napolitano di restare», chiede Sandro Bondi, Coordinatore del Pdl. Più concretamente, il Pdl - dopo aver tirato un sospiro di sollievo per la batosta di Prodi - torna a ragionare sul possibile: e in piedi ci sono diversi nomi, tra i quali almeno due donne. In primis la Cancellieri, che Monti continua a sponsorizzare senza esitazioni (questa sera ha ottenuto 78 voti, diversi in più di quelli di Scelta civica).


Ma anche quello di Paola Severino, ministro della Giustizia che non dispiace a Silvio Berlusconi. Ed ecco che - paradossalmente sempre nel centrodestra - si ritirano fuori dal cassetto due nomi del centrosinistra: Giuliano Amato e Massimo D'Alema. Ma sul dottor Sottile pesa sempre il deciso veto della Lega. «Anche la Lega ha contribuito ad affondare Prodi: ora la nostra preoccupazione è che non emerga il nome di Amato che è troppo di parte», conferma preoccupato il capogruppo della lega nord alla camera Massimo Bitonci. Tira dritto come un treno M5s che questa sera ha festeggiato la crescita dei voti a Stefano Rodotà: il giurista ha raggiunto quota 213. E domani potrebbe salire ancora se Sel veramente si unirà alla corsa dei grillini.

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