Gela, 50 posti a rischio al Centro di salute mentale

Futuro incerto anche per 80 pazienti con disturbi psichici da quando il dirigente, Franco Lauria, ha comunicato alle case famiglia che i pazienti, a partire dal 30 giugno, saranno dimessi dalle strutture in cui fino ad ora sono stati ospitati

GELA. Cinquanta posti di lavoro a rischio e ottanta pazienti affetti da disturbi psichici con un futuro incerto da quando il dirigente del Centro di Salute Mentale di Gela, Franco Lauria, ha comunicato alle case famiglia che i pazienti, a partire dal 30 giugno, saranno dimessi dalle strutture in cui fino ad ora sono stati ospitati. Dopo la protesta di operatori, familiari e di alcuni pazienti, il sindaco Angelo Fasulo e l’Assessore ai Servizi Sociali Fortunato Ferracane, ha indetto un‘incontro per domani. “Dobbiamo mettere al centro le necessità dei malati prima di ogni altra cosa, i disabili mentali sono esseri umani, sono dei cittadini e ad essi vanno garantiti tutti i diritti – ha detto il sindaco Fasulo - e ovvio pertanto che il nostro obiettivo non deve essere semplicemente quello di mantenere il servizio ma, nel rispetto delle leggi vigenti, fare di tutto perché esso venga migliorato, tenendo ben presente che non tutte le patologie sono uguali e vanno analizzate caso per caso. Ci auguriamo già da domani di trovare un percorso comune per risolvere questo problema e garantire serenità ai malati, alle loro famiglie e anche ai tanti operatori che a loro si dedicano”.
Un operatore, invece, Luigi Marotta, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione, Rosario Crocetta. “I nostri utenti – scrive – sono trattati come essere umani, non vengono usati per soldi. Il nostro lavoro è una missione, lo facciamo con tutto il cuore affinché questi ragazzi vengano aiutati sul serio”.
Il manager dell’Asp, Vittorio Virgilio, si è riservato di parlare con il dirigente del Centro di Salute Mentale di Gela, prima di esprimere qualsiasi valutazione.

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