Formazione, che sia vera riforma

L’assessore Scilabra vuol mettere le mani sul sistema dei corsi di formazione in Sicilia. Un mostro che divora ogni anno centinaia di milioni a fronte di risultati inesistenti. Una macchina infernale che funziona solo per dare uno stipendio ai formatori e appagare le fameliche clientele che si celano dietro gli enti.
L’operazione di bonifica è lodevole. Non solo punta a far pulizia di un sottobosco in cui si annidano parassiti di ogni genere ma, soprattutto, vuol dare una prospettiva ai giovani che frequentano i corsi. Un salto di qualità importante in direzione dell’efficienza. Verrà quindi costruito un percorso premiale per gli enti che riescono davvero ad avviare verso un lavoro i loro studenti. Sono previsti dei bonus per chi riesce a collocare i giovani in azienda: cinquecento euro per un contratto a tempo determinato di 12 mesi che salgono a 750 se l’estensione arriva a 24 mesi o con contratto di apprendistato. Mille euro se il contratto è a tempo indeterminato. Finalmente. Solo una domanda: e gli enti che invece non ottengono alcun risultato? Va bene premiare imigliori. Ma gli altri? Tenerli indenni toglierebbe significato al premio. Se la sopravvivenza è comunque assicurata, è facile immaginare che nessun ente si darà molto da fare. Tutto continuerà come prima e forse peggio. Il premio ha senso solo se, dall’altra parte, c’è una penalità per l’incapacità. Un po’ di coraggio, assessore. Altrimenti non serve a niente. fondi@gds.it

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