Tra sagre ed eventi gustosi Ad aprile è tempo di carciofi

Alla Sicilia anche nel 2013 il primato nazionale per produzione, pari a oltre un milione e mezzo di quintali. Caltanissetta in testa fra le province

Gustosi per il palato, ottimi per l’organismo, preziosi per l’economia regionale. I carciofi, soprattutto se siciliani, sembrano proprio non avere alcun tipo di controindicazione.
L’Isola secondo l’Istat, anche nel 2013 si conferma la regione italiana con la più alta produzione di carciofi, pari a oltre un milione e mezzo di quintali nei primi mesi dell’anno, sul totale nazionale di circa 2,6 milioni. Dato, questo, che conferma il trend positivo registrato anche nel 2012, quando la Sicilia si è aggiudicata il primato nel Belpaese con più di 1,6 milioni di quintali di carciofi prodotti, a fronte di una produzione nazionale di circa 5 milioni. Insomma, numeri da capogiro che fanno della Sicilia la vera patria del carciofo, seguita soltanto da Puglia e Sardegna.
«Bisogna diffidare dai carciofi venduti a pochi centesimi agli angoli delle strade – esordisce Alessandro Chiarelli, presidente di Coldiretti Sicilia –. L’importazione da altri Paesi non risparmia certo quest’ortaggio così prezioso per l’economia regionale. Sono soprattutto le aree interne a beneficiare di questa produzione intorno a cui ruota l’economia agricola, una coltura che va salvaguardata da quella che arriva da fuori». Tra le province siciliane a contendersi il podio in termini di numero di carciofi prodotti sono Caltanissetta, con circa 720 mila quintali conteggiati sia nel 2012 che nel 2013, Agrigento e Siracusa. Non bisogna comunque sottovalutare il numero di ettari a disposizione per questo tipo di coltura, assai diverso da una zona all’altra dell’isola.
«Al momento dell’acquisto – consiglia Giuseppe Campione, direttore di Coldiretti Sicilia – i carciofi devono essere sodi e senza macchie, bisogna preferire quelli con le punte chiuse ed evitare quelli con parti molli o ingiallite. C’è una buona tradizione siciliana anche per la conservazione sott’olio, che di solito si svolgeva in primavera e che invece è stata anticipata in molte parti. Sulla trasformazione, però, resta ancora molto da fare, considerando il valido contributo che potrebbe dare».
E davanti ad una produzione così ricca, è impossibile in Sicilia non dedicare al carciofo sagre e manifestazioni di ogni tipo. Oggi e domani, ad esempio, prende il via il primo dei cinque tour Mandrarossa rivolti alla valorizzazione delle produzioni d’eccellenza del territorio di Menfi ed è dedicato proprio al carciofo. Su una superficie di 600 ettari, infatti, il paese in provincia di Agrigento produce il piccolo spinoso violetto, dolce, tenero e profumato, tanto particolare da aver suscitato l’interesse di Slow Food, che lo ha assurto tra i nuovi Presidi siciliani. Spostandosi da un capo all’altro della Sicilia, un appuntamento da non perdere è quello con la storica Sagra del carciofo di Cerda, in provincia di Palermo. Come da tradizione, la manifestazione si svolge il 25 aprile e si distingue per la degustazione gratuita dei carciofi, cucinati in diversi modi, accompagnati da pane e vino locali.

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