Carciofi, il nutrizionista: «Meno si cuociono più fanno bene»

Meno si cuociono e più fanno bene. I carciofi sembrano proprio essere un alleato del corpo umano, con una lista di qualità positive per l’organismo così lunga da fare invidia.
«Il loro apporto calorico è molto basso – esordisce Silvio Buscemi, dirigente del dipartimento di Medicina interna, nefrologia e ipertensione del Policlinico di Palermo –, sono ricchi di ferro e potassio così come di altre sostanze sostanze, tra cui la cinarina, in grado di esercitare una benefica azione anti-ossidante. Le proprietà dei carciofi – continua – sono tanto maggiori, come anche la loro digeribilità, quanto più si riduce la cottura. Idealmente andrebbero mangiati crudi, tagliati a sottili fettine con un po’ d'olio d'oliva, proprio come un’insalata. Possono ridurre il colesterolo, anche del 20% - sottolinea -. In laboratorio hanno dimostrato proprietà anti-tumorali ed anti-infiammatorie». Come se non bastasse, i carciofi sono un toccasana per chi soffre di disturbi della digestione: «Questi ortaggi - dice - contengono inulina, una sostanza che migliora la flora batterica intestinale. Hanno anche la proprietà di stimolare la produzione di bile e proprio per questo – avverte – è opportuno che ne evitino il consumo coloro i quali soffrono di ostruzione delle vie biliari, di calcolosi della colecisti o che da poco sono stati sottoposti ad intervento di asportazione della colecisti». E siccome non è tutto oro quello che luccica, Silvio Buscemi ricorda che «per le donne che allattano al seno un eccessivo consumo di carciofi può ridurre la produzione di latte. Occorre smentire - conclude - il luogo comune per cui consumare carciofi faccia bene al fegato, proteggendolo anche dall'alcol: i pochi studi fatti non lo hanno dimostrato».

P. PI.

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