Quirinale, impazza il toto-nomi: Bersani si tira fuori

Il Pdl apre a Violante, mentre D'Alema rientra in gioco. In calo le azioni di Emma Bonino e i bookmaker britannici danno in pole position Romano Prodi. I grillini del M5S votano sul web

ROMA. A una settimana dall'inizio delle votazioni dei Grandi elettori per il nuovo presidente della Repubblica regna il caos tra le forze politiche, al punto che oggi il Pd è stato costretto a smentire una candidatura del suo segretario. «Penso solo ai colli piacentini...», ha detto Pier Luigi Bersani per spegnere rumours sempre più insistenti su un accordo con il Pdl per farlo salire al Colle.
Il tutto mentre Massimo D'Alema si spostava in casa del "nemico" Matteo Renzi per siglare la pace di palazzo Vecchio. Una mossa per ritornare in pista nella corsa al Quirinale? A poco serve la sua smentita d'ufficio: «io non sono candidato a nulla, non ci sono candidati». Mentre il rottamatore precisa di non avere candidati anche se chiede di «fare presto» con un nome che «rappresenti tutti».
Parallelamente i falchi del Pdl lanciavano un nome al quale certamente il Pd farebbe fatica ad ignorare, quello di Luciano Violante. «Se fossi costretto a votare qualcuno di sinistra sceglierei Violante», ha confermato Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia dopo che Fabrizio Cicchitto aveva aperto all'ex magistrato definendolo idoneo a «guidare la pacificazione». Quel che è certo è che il Pdl rimane piuttosto aperto su personalità della sinistra: non c'è chiusura su diversi nomi importanti come - si è appreso da una fonte autorevole del Pdl - quelli di Luciano Violante, Massimo D'Alema, Giuliano Amato ed anche di Sergio Mattarella. «Però ci vuole il massimo dell'armonica convergenza oppure...niente», precisa.
Pier Luigi Bersani procede nei suoi contatti ed incontri (oggi ha visto Roberto Maroni che gli ha confermato come la Lega Nord voglia prima il Governo del Colle) e continua a tenere le carte coperte. Scoperte sono invece le mosse in caso di mancato accordo con Silvio Berlusconi: a scaldarsi - e probabilmente a guardarsi in cagnesco - ci sono infatti due big della sinistra, Massimo D'Alema e Romano Prodi. Ma l'ex presidente della Commissione europea potrebbe avere una marcia in più: quella
grillina.  Neanche tanto a sorpresa pare che il professore raccolga un certo numero di consensi all'interno del movimento Cinque stelle.
In questa confusione infatti i grillini procedono a loro modo e mettono il voto dei militanti nelle mani della "Casaleggio associati". Sarà infatti la società di Casaleggio a vagliare le preferenze del Movimento rispetto al futuro inquilino del Colle. I risultati si sapranno lunedì ma pare che sia in testa ovviamente un outsider d'effetto, la conduttrice di 'Report' Milena Gabanelli.
In calo le azioni di Emma Bonino: tutti sostengono in chiaro la sua ascesa al Colle e tutti la giudicano impossibile in privato. Anche tra i grillini la candidatura della Bonino non sembra prendere corpo. Il bis di Giorgio Napolitano, mai voluto dal presidente, viene oggi archiviato con rudezza dal capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi: «lasciamolo andare, ha 87 anni, si goda la vecchiaia».
Per concludere, mai sottovalutare i bookmaker britannici. Quando si parla di soldi le cose si fanno maledettamente serie: la Stanleybet piazza in solitaria pole position Romano Prodi a 1.70. Lontanissimo l'ex presidente del Senato Franco Marini bancato a 4.00.

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