Muos, la lotta approda in Vaticano

Un grande lenzuolo bianco, con la scritta "Anche noi veniamo dalla fine del mondo" verrà esposto, domenica prossima, davanti alla basilica di San Pietro, a Roma, durante l'Angelus di Papa Francesco

NISCEMI. La battaglia contro il Muos di Niscemi approda in Vaticano. Un grande lenzuolo bianco, con la scritta "Anche noi veniamo dalla fine del mondo" verrà esposto, domenica prossima, davanti alla basilica di San Pietro, a Roma, durante l'Angelus di Papa Francesco. Lo reggeranno, insieme con il gonfalone di Niscemi, il sindaco, Francesco La Rosa, i componenti della sua giunta e i consiglieri comunali, per protestare contro la ripresa dei lavori di costruzione del Muos, il sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza che gli americani stanno realizzando nella loro base militare di contrada Ulmo.    
"Al Santo Padre - ha detto il sindaco - chiediamo sin da ora solidarietà e preghiere in aiuto della nostra gente, che rischia la vita se il mostro tecnologico entrerà in funzione". "L'indomani - aggiunge -  saremo a protestare davanti a palazzo Chigi per sensibilizzare il governo nazionale a prendere posizione sull'emergenza Muos e sulle altre 46 antenne già esistenti, che per Niscemi è un'emergenza sanitaria, sociale, economica ed ora anche politico-istituzionale". Francesco La Rosa, come i tanti attivisti e come le "Mamme No Muos", che oggi sono tornate a bloccare operai e soldati americani, è impegnato in prima persona nella battaglia a tutela della sua popolazione, riaccesasi dopo che immagini registrate con videocamere hanno dimostrato la ripresa dei lavori di costruzione, in violazione dell'ordinanza di revoca di tutte le precedenti autorizzazioni emessa dal presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.    
Stamani, lo stesso La Rosa ha presentato una denuncia-querela contro la marina militare degli Stati Uniti per abuso edilizio e per violazione delle leggi sull'ambiente e per abuso edilizio.

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