Ginnastica per la terza età, gli esperti: «L’ideale è il ballo»

Aumenta il numero di chi pratica sport sopra i 70 anni. I medici: «Fa bene, ma prima è meglio farsi controllare e valutare il tipo di attività da svolgere»

PALERMO. «L’attività fisica per la terza età è una delle condizioni ideali per il miglioramento non solo della qualità della vita, ma anche della psicologia del soggetto anziano, poiché il movimento stimola l'adrenalina col risultato di sentirsi più utile e attivo». A sostenerlo è Vittorio Virzì, presidente dell'associazione medico sportiva di Palermo e responsabile sanitario del Coni. «In realtà, il problema è un po’ più complesso - spiega Virzì -. Per ginnastica della terza età intendiamo la modica attività fisica che è fatta da persone di età pensionabile che abbiano però le capacità per poterla fare. Innanzitutto, bisogna distinguere tra riabilitazione e attività fisica. Se un soggetto ha delle limitazioni funzionali, come una periartrite di spalla o un'artrosi dell'anca, deve fare riabilitazione; se un soggetto, invece, non ha delle limitazioni funzionali, anche se appartiene all'età geriatrica, che oggi è considerata da 70 anni in su, allora la ginnastica per la terza età fa in modo che le articolazioni possano essere messe nuovamente in funzione da un istruttore qualificato in palestra».
Tuttavia, anche se un anziano ha apparentemente delle discrete capacità motorie, deve fare i conti con il tipo di attività che può svolgere. «Prima di iscriversi a un corso - continua Virzì - vanno fatte delle prove di funzionalità, in altre parole una visita che può essere fatta dal medico di base, dal geriatra e dal medico dello sport alla fine, poiché è lui a decidere la tipologia di attività più adatta». In realtà, non esiste un corso specifico della terza età, se non per la ginnastica dolce che è fatta in diverse palestre della città e che, nonostante la cultura siciliana dell'anziano sia ben diversa da quella del Nord, comincia ad attirare sempre più pensionati. La generazione degli anziani di oggi è più consapevole e sa che l'attività fisica e il movimento, in generale, fanno bene al corpo e allo spirito. Dal punto di vista della medicina dello sport, - termina Virzì - una ginnastica ottimale per l'anziano è il ballo. Per seguire il ritmo e i passi, si sviluppa necessariamente un coordinamento motorio e psicomotorio, per cui l'anziano che ha rallentato questa sorta di coordinamento ne ha estremo beneficio. Inoltre, la persona anziana portata in una condizione di svago e di divertimento è più predisposta a seguire un corso di ballo, rispetto a un apparente faticoso corso di ginnastica».
Per lanciare il messaggio dell'attività fisica per la terza età, in contemporanea al congresso nazionale di geriatria che si svolgerà per la prima volta a Mondello dall'8 all'11 maggio, la geriatra dell'ospedale "Ingrassia" di Palermo, Rosanna Termini, in collaborazione con la federazione medico sportiva, ha organizzato per la fine del congresso, il sabato mattina dell'11, una sorta di "maratona" degli anziani. «In realtà - spiega la dottoressa - si tratta di una semplice passeggiata con l'unico scopo di coinvolgere realmente le persone di cui si parlerà nel congresso. Vorremmo chiamarla "La terza età in cammino" e poiché nel congresso si parlerà per la prima volta di attività fisica nella terza età, l'obiettivo è di sensibilizzare, oltre gli addetti ai lavori, quanta più gente possibile e mettere in pratica i temi del convegno. Non si tratta di fare chissà quale attività - continua Termini - l'importante è muoversi. Certo, è chiaro che sarebbe molto più corretto iniziare un minimo di attività fisica in età adulta, ma ripeto per mantenersi in forma basterebbe fare una mezz'ora di passeggiata a passo svelto ogni giorno, in palestra o all'aria aperta».

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