Napolitano, 10 saggi per superare lo stallo

La carta che Giorgio Napolitano, a sorpresa, gioca in una giornata in cui si vociferava di sue dimissioni, come unica via per superare l'impasse politico-istituzionale e la impermeabilità comunicativa tra i tre blocchi principali presenti in Parlamento

ROMA. Il governo di Mario Monti è pienamente operativo, a breve varerà una serie di provvedimenti anti-crisi; io resterò fino all'ultimo giorno del mio mandato nell'interesse nazionale. Per adesso meglio lasciar decantare il quadro politico dando a due gruppi ristretti - uno politico-istituzionale e l'altro economico-sociale - il compito di individuare alcuni punti programmatici sui quali far confluire le forze politiche.
Eccolo l'uovo di Colombo di Giorgio Napolitano che questa mattina ha ripreso in mano la partita guadagnando tempo prezioso in attesa che prevalga quel "senso di responsabilita" che da settimane il capo dello Stato chiede, inascoltato. Come misura precauzionale per i mercati ha blindato il Governo tecnico definendolo 'pienamente operativo' ed anzi prossimo a varare importanti e necessari provvedimenti economici. Una 'tabella di marcia' apprezzata dal diretto interessato: quanto deciso da Napolitano, ha detto in serata Mario Monti al Tg1, rappresenta "un invito ad avvalerci pienamente delle possibilità che esistono per lavorare con il contributo essenziale del Parlamento". Insomma, il capo dello Stato ha depotenziato la crisi con una mossa a sorpresa dopo aver vagliato anche quella 'atomica' delle dimissioni pur di scuotere forze politiche cristallizzate su posizioni inconciliabili.
Positive le prime reazioni di tutte le forze politiche, a partire dal Pd: "siamo pronti ad accompagnare il percorso indicato dal presidente", ha garantito Pier Luigi Bersani. "Procedura insolita ma apprezzabile per l'intento costruttivo che la caratterizza", conferma per il Pdl Fabrizio Cicchitto che però con il segretario Angelino Alfano torna a mettere tutti i paletti del caso. Esulta M5s che con Vito Crimi sottolinea come Napolitano abbia a dato "una risposta autorevole" confermando che "un Governo, sebbene limitato agli affari di ordinaria amministrazione, in Italia è operativo, con la collaborazione del Parlamento". Il presidente ha messo al lavoro due commissioni composte da dieci 'saggi' - scelti in "piena autonomia" - che già da martedì prossimo si riuniranno in stretto contatto con tutti i gruppi parlamentari.
Obiettivo? Formulare "precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche". In sostanza far decantare il quadro politico in vista dell'appuntamento cruciale che si avvicina, quello dell'elezione del nuovo capo dello Stato. Napolitano, dopo semplici calcoli, ha constato che la scelta di dimettersi avrebbe avuto più costi che benefici per il Paese. Il farraginoso procedimento di insediamento dei grandi elettori sarebbe rimasto immutato e con le sue dimissioni si sarebbe guadagnato solo un pugno di giorni. A spese però della tenuta dell'Italia che si sarebbe trovata di fronte all'incognita di una reazione nervosa dei mercati. 'Come avrebbe reagito la speculazione di fronte ad uno dei Paesi fondatori della Ue praticamente in vuoto di potere, con un premier ed un presidente dimissionario allo stesso tempo?', si sono chiesti al Quirinale.
Dopo aver confermato che "persistono posizioni diverse", Napolitano ha benedetto un'innovazione e cioé che Monti continuerà a governare con "l'essenziale contributo del nuovo Parlamento". Ma si sà, da sempre Napolitano ha fiducia nel governo Monti, tanto da stoppare la corsa del professore alla carica di presidente del Senato. Ben più utile sarebbe stato a palazzo Chigi, ragionava allora profeticamente il presidente. Il corollario di ogni mossa del capo dello Stato è stato ed è quello di dare un Governo al Paese.
E l'ha confermato anche oggi replicando seccamente a chi gli chiedeva se non fosse meglio attrezzarsi per tornare ad un voto, magari ad ottobre: "io sono in pieno semestre bianco, non mi interesso di problemi che non posso affrontare". Intanto ci sono da prendere decisioni cruciali; ad esempio un provvedimento d'urgenza per i pagamenti alle imprese.
Senza dimenticare una imponente manovra finanziaria da decine di miliardi di euro sulla quale è impegnato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli.
E poi ci sono i vertici della Cassa depositi e Prestiti da nominare...

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