Santa Fara a San Cataldo è in abbandono: il restyling resta un miraggio

SANTA CATALDO. Santa Fara e parte del centro storico si sgretolano in attesa dell’arrivo del finanziamento di 5 milioni di euro per il Contratto di Quartiere che era stato annunciato nell’agosto 2011 dall’allora sindaco Giuseppe Di Forti. Il progetto era già stato redatto dall’amministrazione Torregrossa dieci anni addietro e poi un anno e mezzo fa era stata comunicata, con grande soddisfazione, che la riqualificazione dell’intero contesto urbano e il collegamento con Pizzo Carano e Raffo-Decano sarebbero stati avviati a breve ma ad oggi tutto rimane ancora fermo. Sembra che sui ritardi sia pesato anche l’avvicendamento della nuova giunta regionale che solo adesso sta procedendo alla nomina di commissari e componenti degli assessorati. «Siamo in attesa – ha dichiarato il vice sindaco Gianfranco Scarciotta, con delega ai Lavori Pubblici - che l’assessore regionale nomini un componente all’interno di una commissione che vede anche presente il Ministero delle Infrastrutture per avviare la fase operativa dell’intervento che prevede per altro una rata di anticipazione di 500 mila euro nel corso dell’anno. Entro questa settimana avrò un incontro con il direttore generale dell’assessorato, il dottor, Falgares a Palermo, per sollecitare questa nomina». Il contratto di quartiere prevede un finanziamento di 5 milioni da parte del Ministero delle Infrastrutture che saranno destinati alla costruzione di nuove unità residenziali e il recupero di altre nonché la riqualificazione dell’intero contesto urbano. In particolare il progetto, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Tecnico, diretto da Paolo Iannello, prevede anche la realizzazione di spazi a verde e luoghi di aggregazione per i bambini. «Nel momento in cui sarà nominato il componente in assessorato – ha aggiunto Gianfranco Scarciotta - si potrà partire con l’indizione delle gare e la realizzazione della prima tranche dei lavori». Per il momento in via Sacramento si assiste al totale decadimento di vecchi edifici di cui ormai resta solo lo scheletro che, soprattutto per via delle piogge di questi mesi, si sono sgretolati inesorabilmente lasciando spazio al degrado e alla desolazione.

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