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Inter, un anno di Stramaccioni: "Con la Juve non è gara come le altre"

Un anno fa esatto Moratti affidò la prima squadra al tecnico proveniente dalla Primavera, fresco di successo nella Next Generation Series e successore di Claudio Ranieri. Fatale per il tecnico capitolino una sconfitta proprio contro la Vecchia Signora

MILANO. Una gara come le altre Inter-Juventus non lo è a prescindere da qualsiasi aspetto. È il fascino del «derby d'Italia» a determinare l'attesa per un confronto che arriverà sabato prossimo, pochi giorni dopo l'anniversario tra Andrea Stramaccioni e la società nerazzurra. Un anno fa esatto Moratti affidò la prima squadra al tecnico proveniente dalla Primavera, fresco di successo nella Next Generation Series e successore di Claudio Ranieri. Fatale per il tecnico capitolino una sconfitta proprio contro la Vecchia Signora. «Per noi non è assolutamente una partita come le altre, sia per la classifica sia perchè sentiamo tanto la gara. L'affronteremo dando il 101%», ha confermato Stramaccioni in un'intervista a Inter Channel. Già all'andata la sfida con i bianconeri aveva assunto un'importanza cruciale. Il successo che poteva schiudere ai nerazzurri le porte di un testa a testa per il titolo, si rivelò al contrario come una delle ultime affermazioni in trasferta. Solo il 3 marzo scorso, avversario il Catania, l'Inter è riuscita a sfatare il tabù lontano dal Meazza, dopo mesi di alti e bassi dovuti ad infortuni, mancanza di continuità e una gestione difficile degli impegni tra campionato ed Europa League. Ciò nonostante Stramaccioni ricorda il confronto dello Juventus Stadium come uno dei tre momenti più belli della sua avventura. «Un anno fa mi è cambiata la vita, è innegabile che il primo ricordo è quello della voce del presidente che mi dice di aver deciso di andare avanti con me - ha dichiarato il tecnico - Di altri momenti cito la vittoria del primo derby, che rimarrà sempre nei miei ricordi, e quella a Torino, con i nostri tifosi che festeggiano mentre lo stadio si svuota». Un girone più tardi Stramaccioni si gioca buona parte delle possibilità di proseguire nella propria esperienza. L'Inter è a sette punti dal terzo posto, pur con una gara in meno rispetto al Milan, e viene da una serie di risultati negativi in Serie A intervallati dal largo successo contro il Tottenham. La buona notizia, a quattro giorni dalla sfida contro la Juventus, è che molti infortunati sono sulla via del recupero (Alvarez, Samuel, Silvestre, Stankovic), la cattiva è che sei giocatori torneranno a disposizione solo dopo gli impegni con le nazionali, quattro di questi nella giornata di giovedì. Gargano, Pereira, Guarin e Palacio sono tutti candidati ad una maglia da titolare per sabato pomeriggio, ma le loro condizioni andranno valutate al rientro, così come quelle degli acciaccati Nagatomo e Kuzmanovic. L'incertezza per il futuro più immediato è pari a quella riguardante lo scenario che si aprirà a fine stagione. Resta la suggestione di un ritorno a Milano di Josè Mourinho, al momento più vicino ad un secondo capitolo da tecnico del Chelsea che non ad un nuovo contratto con l'Inter. Per riavvicinare il portoghese alla causa nerazzurra servirebbe un esborso sul mercato che i nerazzurri, dati i dettami del Fair Play Finanziario, non possono permettersi, anche se Icardi è molto vicino a dire il fatidico sì per il prossimo anno (12 milioni la valutazione, per la quale c'è un accordo di massima con la Sampdoria) e per Sanchez c'è un discorso aperto con il procuratore. Il cileno è richiesto da tante squadre, strapparlo al Barcellona non sarà impresa facile.

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