Sicilia, Qui Palermo

Lo spettro della B e la svalutazione dei vecchi "gioielli"

La stagione negativa e il rischio retrocessione stanno svalutando l’organico, il deprezzamento è almeno del 20 per cento

PALERMO. Lo spettro della retrocessione incombe sull’animo di squadra e tifosi. Ma pure sulle proiezioni di bilancio per il prossimo campionato. Il salasso del mancato introito dei diritti tv sarebbe un duro colpo alla contabilità della società rosanero, da tamponare con il «paracadute», il fondo che la Lega mette a disposizione delle retrocesse. L’altro buco nero, però, è quello della svalutazione della rosa. La stessa merce avrà un prezzo diverso se venduta in una boutique di via Montenapoleone o in un banco al mercato rionale. Con la discesa in serie B i giocatori rosanero perderebbero buona parte del loro valore. Alcune centinaia di migliaia di euro o addirittura qualche milione. «Di solito le squadre che retrocedono subiscono un deprezzamento intorno al 20 per cento - afferma Claudio Pasqualin, decano dei procuratori sportivi italiani -. Certo, il caso del Palermo è un po’ diverso, la percentuale potrebbe essere un po’ più alta. Perché, per esempio, ad inizio stagione la retrocessione del Pescara era ipotizzabile e di conseguenza i cartellini dei giocatori abruzzesi non saranno svalutati di molto. Quelli del Palermo perderanno valore perché nessuno si aspettava che i rosa potessero fare un campionato così negativo». Verrebbe a mancare l’apporto di diversi milioni di euro. In fumo per una classifica che langue e per delle prestazioni raramente sopra la sufficienza. «L’eventuale retrocessione svaluterà il costo di parecchi elementi rosanero - aggiunge l’agente Franco Zavaglia -. Non dico che il Palermo avrebbe difficoltà a vendere, ma il valore dei suoi pezzi migliori perderebbe quota». «Il valore di molti giocatori è già calato, la retrocessione acuirebbe questa diminuzione – commenta Dario Canovi -. Quando sei costretto a vendere non riesci a spuntare mai il prezzo che vorresti: è questo il caso del Palermo».
Chi ha visto svalutare maggiormente il valore del proprio cartellino è Ilicic. Lo sloveno, già al centro di alcune voci di mercato (c’è la Samp del suo mentore Delio Rossi), non potrebbe essere venduto per più di 5 milioni secondo Pasqualin. «Qualche mese fa ne valeva 3 o 4 di più - sostiene il procuratore -. Viene da una stagione negativa e anche quest’anno non si sta riproponendo sui livelli del primo campionato. Però ha classe e sa muoversi bene, è il classico giocatore che ha sempre qualche estimatore disposto a scommetterci sopra».
Un altro che ha visto ridimensionarsi notevolmente il proprio valore economico è Hernandez, che fra l’altro quest’anno non ha quasi mai giocato a causa dell’infortunio al ginocchio. «Attualmente per me vale sui 4 milioni - spiega Pasqualin - ha avuto tanti infortuni e non ha più continuità. Ne valeva molti di più qualche tempo fa. Certo, ha l’età dalla sua parte per riscattarsi». Eppure per il procuratore e opinionista tv c’è una «gemma» da far valere sul mercato: «Dybala può essere prezioso. È stato sì acquistato ad un prezzo fuori mercato (12 milioni, ndr) ma attualmente ha comunque un buon valore, fra gli 8 e i 10 milioni di euro. È un gran bel talento, bisognerebbe trovare, però, qualcuno disposto ad investire queste cifre per un classe 1993». Per il resto, difficile per Pasqualin trovare grossi «affari» per il Palermo. Quasi tutti, già adesso, hanno visto diminuire il proprio valore. «Barreto vale sui due milioni, è un giocatore affidabile - chiarisce Pasqualin -. Qualcosina meno vale Kurtic, quest’anno non ha fatto vedere granché. Si farà fatica a recuperare l’investimento fatto per Rios, per me vale sui due milioni. Non mi esprimo per “conflitto di interesse” sui miei assistiti Sorrentino e Donati. In difesa, poi, non ci sono grandi valori: Muñoz è un buon giovane, ma di ’90 come lui ce ne sono tanti. Non vale più di tre milioni. Von Bergen e Garcia sfiorano il milione, mentre Aronica, alla sua età, non ha valore di mercato. Così come Miccoli: è in scadenza e a bilancio vale zero».

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