Tensioni a Serradifalco, i precari: «Bloccheremo la Settimana Santa»

Il sindaco smorza i toni e assicura la «volontà politica di affrontare la delicata questione di questi lavoratori»

SERRADIFALCO. «Martedì mattina ci incateneremo davanti al Municipio e l’indomani sera bloccheremo le manifestazioni della Settimana Santa, assieme ai nostri familiari». I trentadue precari in servizio al Comune sospendono di qualche giorno la manifestazione inscenata ieri mattina. Quando avevano affisso striscioni di protesta davanti alla sede del Municipio, all’interno del quale si riunivano in assemblea con la rsu aziendale. La sera prima, a loro parere, si sarebbe consumato «l’ennesimo inganno: il boicottaggio della riunione di maggioranza per approntare il piano di fuoriuscita dal precariato, da parte di qualche assente, e il prendere ancora tempo, da parte di qualche presente». La decisione di congelare la protesta è stata assunta dopo un incontro, nel corso dell’assemblea di ieri, con alcuni amministratori. «Prima della riunione di giovedì sera - ha denunciato il presidente della rsu Gaetano Garofalo - qualcuno ha tenuto atteggiamenti provocatori: ai lavoratori, che attendevano l’esito della riunione, ha detto che non c'è fretta. Che ancora devono accertarsi numero esatto dei precari ed esistenza delle condizioni per la stabilizzazione». Segno evidente, per il sindacalista, «che c’è qualcuno che rema contro». «Siamo stanchi di essere presi in giro - gli ha fatto eco il membro della rsu Raimondo Burgio - di essere considerati semplicemente dei numeri: per il politico che ne trae consensi, per i dirigenti che fanno funzionare i loro servizi, per la gente comune che vede uno sperpero di denaro pubblico il nostro permanere all’interno delle amministrazioni».
Secondo il sindaco, Giuseppe Maria Dacquì, e il presidente del Consiglio Carmelo Magro Malosso, però, si tratterebbe solo di un equivoco. Non tutti i membri della maggioranza sarebbero stati informati della riunione di giovedì e non tutti conoscerebbero bene la vicenda. «La volontà politica di affrontare la delicata questione di questi lavoratori - ha assicurato Magro - c’è tutta». E garantisce la «disponibilità a portare in Consiglio un atto d’indirizzo per la Giunta comunale, nonostante ciò non sia propedeutico al piano di fuoriuscita che dovrà redigere l'organo esecutivo». Piano che, assicura il primo cittadino, dovrà essere redatto con particolare attenzione, «per evitare che sia bocciato dalla Regione». E che, ha fatto intendere chiaramente, potrebbe essere approvato, al pari dell’atto d’indirizzo, anche a maggioranza. Anche se qualcuno tra gli amministratori che ancora non conoscerebbero la materia sarà in disaccordo.

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