Mafia, a Gela maxischermi per ricordare le vittime

GELA. Cinque grandi schermi televisivi  ricordano oggi, a Gela, quel migliaio di uomini e donne caduti negli anni per mano mafiosa, in Italia, elencandone i nomi, proiettando i volti di molti di loro e le foto delle stragi di mafia. I maxi apparecchi tv sono stati installati appositamente in municipio, nell'istituto per geometri Ettore Maiorana, in un bar di Caposoprano, in via Venezia e nella Chiesa di Santa Lucia dove questa sera si svolgerà un dibattito per celebrare degnamente la XVIII «giornata della memoria e dell'impegno».    L'iniziativa è stata promossa dalla sezione gelese dell'associazione Libera, di don Luigi Ciotti, per «ricordare e onorare - si legge in un comunicato - semplici cittadini, magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali uccisi solo per aver compiuto il proprio dovere con coerenza e rigore». Particolarmente interessati i giovani, che si sono soffermati a guardare e a riflettere. «C'è ancora tanto da fare e tocca a noi - ha detto uno studente - non possiamo lasciare la nostra terra nell'illegalità e nella barbarie». Nelle classi si è discusso di mafia e di antimafia. La celebrazione della giornata ha avuto il patrocinio del Comune di Gela che «riafferma con forza - dice il sindaco Angelo Fasulo - l'impegno delle istituzioni e dei cittadini per la legalità e la democrazia contro ogni forma di criminalità». E il parroco di Santa Lucia, don Luigi Petralia, aggiunge che «è necessario sostenere con forza l'azione incisiva della magistratura e delle forze dell'ordine perchè si rafforzi e si difenda la nostra democrazia e sia garantito il rispetto dei diritti civili».

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