Consultazioni, il giorno dei big

I presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, i primi a salire al Colle. Oggi attesi i big. Napolitano concluderà le consultazioni stasera. Grasso: "Necessità assoluta di dare un governo al paese"

ROMA.  Con l'arrivo della delegazione di M5S guidata da Beppe Grillo è iniziato il secondo giorno delle consultazioni del capo dello Stato per la formazione del governo. Beppe Grillo è arrivato stamattina al Quirinale con la sua automobile privata accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, Vito Crimi e Roberta Lombardi. I tre hanno tenuto una riunione preparatoria per l'incontro con Napolitano presso l'hotel Forum, dove Grillo ha alloggiato. Si tratta dello stesso albergo scelto da Mario Monti nel 2011 quando ha ricevuto l'incarico.

BERLUSCONI: "DISPONIBILI A GOVERNO DI COALIZIONE". "Siamo assolutamente a disposizione per governo coalizione che intervenga con misure economia peraltro largamente condivise". Lo ha detto Silvio Berlusconi dopo le consultazioni di Pdl e Lega al Quirinale. "C'é - spiega il Cavaliere nel corso di una breve comunicazione al termine dell'incontro con Napolitano- l' esigenza assoluta di un comportamento responsabile delle forze che rappresentano un terzo elettorato, non è accettabile che sia una sola forza con il 30% dei voti che sono il 20% degli italiani che hanno diritto al voto possa esigere di prendere tutto".

In tarda mattinata Giorgio Napolitano si sposterà al Senato per consultare il Presidente Emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. La giornata si concluderà alle 18.00 con il colloquio conclusivo con i Gruppi parlamentari del Senato e della Camera del Partito Democratico. Le dichiarazioni delle forze politiche sulle consultazioni del Capo dello Stato possono essere seguite in diretta streaming sul sito della Presidenza della Repubblica e sul
canale Youtube.


IL PRIMO GIORNO DI CONSULTAZIONI. I 'boatos' della Camera sparano il nome del costituzionalista Valerio Onida, altri ripescano il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, alcuni sostengono che al Colle il più quotato sia sempre Pietro Grasso. E rimane sullo sfondo anche il nome dell'ex ministro Anna Maria Cancellieri. Ma quel che è certo dopo la prima giornata di consultazioni è che tutti ormai chiedono un Governo per fronteggiare la crisi e nessuno, proprio nessuno, vuole le elezioni anticipate. Neanche la costola sinistra del Pd: Sel è stato chiarissimo nel dire, attraverso Nichi Vendola, che non si può andare avanti con "una infinita campagna elettorale".

La netta contrarietà del ritorno alle urne è stata registrata dal Quirinale che da sempre lavora per assicurare un governo al Paese. Giorgio Napolitano - che non ha mai nascosto la propria preoccupazione per i dati economici e per questo ha voluto che Mario Monti restasse a vigilare palazzo Chigi - la considera una buona base sulla quale lavorare in attesa dei colloqui di domani con Pdl, Lega e M5s. Per questo dal Quirinale si consiglia di non dare troppo peso alla ridda di nomi che fioriscono sulla stampa e che spesso vengono lanciati dagli stessi partiti per vedere che effetto che fa. Almeno per ora. Il presidente è comunque intenzionato a chiudere in fretta questo round - che potrebbe non essere l'unico - e l'incarico sarà assegnato già domani. In queste ore la palla sembra essere più nelle mani del segretario del Pd che del presidente. Determinante saranno le richieste - o le proposte - che Bersani oggi porterà con sé. Ed anche le virgole delle indicazioni che usciranno dall'attesissima - ed anche un po' temuta - delegazione di M5S che sarà guidata da Beppe Grillo.   

La prima giornata delle consultazioni si è aperta con i colloqui con i presidenti delle Camere. E attraverso Pietro Grasso e Laura Boldrini, il capo dello Stato ha subito fatto capire che aria tirava nello studio del presidente. "Siamo concordi sul fatto che c'é la necessità assoluta di dare un Governo al Paese e bisogna farlo presto", hanno detto Grasso e Boldrini riportando di fatto il pensiero del presidente. Napolitano ha poi scandagliato i diversi gruppi parlamentari chiedendogli le loro intenzioni: ma ha anche cercato, si è appreso da fonti parlamentari, di comporre il puzzle attraverso la ricerca dei punti "di non frizione" tra i vari partiti. Naturalmente Pier Luigi Bersani resta il candidato vero anche se ieri ha avuto un dispiacere da Mario Monti e più di un motivo di riflessione dalle forze politiche che gli sono vicine.

Il professore ha di fatto richiuso la porta sostenendo ancora la necessità di coagulare insieme le forze politiche più grandi ed europeiste: tradotto, larghe intese e niente governo Pd-M5S. Vendola, ma non solo lui, hanno più volte sottolineato le parole "coraggio" e "innovazione", citando ad esempio proprio l'idea di Bersani di sparigliare il quadro politico proponendo due 'outsider' come Grasso e Boldrini. Ai giornalisti che gli chiedevano se si stesse vagliando anche un nome di riserva - gradito a Sel e al Pd - per coagulare piu consensi, il leader di Sel ha replicato: "tocca a Bersani esprimere il suo impegno sul terreno più alto di innovazione e deve farsi interprete di tutto il coraggio di cui c'é bisogno per tirare fuori l'Italia dal pantano".

  Coraggio e novità: ecco le due parole più usate alle consultazioni. La parola passa a Bersani. Subito dopo a Napolitano. Vedremo chi avrà più coraggio. Oggi intanto tocca ai big al Quirinale. Oltre al leader dei democratici c'è grande attesa per il colloquio del Capo dello Stato con Grillo.

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