Unione delle province, Avanti: sì al taglio dei consiglieri

«La proposta del Governo regionale - dice il presidente della Provincia - porterebbe ad aumentare in misura esponenziale il nascere di nuovi soggetti giuridici. Verrebbero istituiti infatti più liberi consorzi dei comuni rispetto alle attuali nove province con aggravio dei costi»

PALERMO. «L'Unione delle province siciliane ha presentato una proposta legislativa che prevede la riforma attraverso la conferma dell'elezione diretta del presidente e del Consiglio, un taglio del 50% del numero di assessori e consiglieri, una rivisitazione organica delle competenze fra Regione, Comuni e Province, l'accorpamento in capo alle province di tutta una serie di enti e carrozzoni inutili, dagli Ato, agli Iacp fino ai Consorzi di Bonifica che costano alla regione 50 milioni di euro l'anno». Lo ha detto il presidente dell'Urps Giovanni Avanti, presidente della Provincia  di Palermo, illustrando oggi nel corso di una conferenza stampa il disegno di legge che prevede un nuovo assetto dell'attuale ente intermedio in Sicilia, in alternativa all'abolizione e alla
costituzione dei liberi consorzi dei comuni come previsto dal disegno di legge del Governo regionale. Alla conferenza stampa hanno partecipato Antonio Saitta, presidente dell'Unione delle
province Italiane (presidente della provincia di Torino), la professoressa Ida Nicotra, ordinario di diritto costituzionale all'università di Catania, i presidenti e commissari straordinari delle nove province siciliane, i presidenti dei nove consigli provinciali, consiglieri provinciali e deputati
regionali. L'Unione province siciliane critica nel merito l'istituzione dei Liberi di consorzi di comuni. «La proposta del Governo regionale - afferma Avanti - porterebbe ad aumentare in misura esponenziale il nascere di nuovi soggetti giuridici. Verrebbero istituiti infatti più liberi consorzi dei comuni rispetto alle attuali nove province con aggravio dei costi».

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