Porno, il Parlamento Europeo cancella il divieto

Nel fine settimana era bastata l'idea che un giorno in Europa si potesse anche solo pensare a vietare il porno per scatenare un'ondata di mail di protesta

BRUXELLES. Nulla da eccepire sul porno. Nessun rischio per la "libertà d'espressione su internet". Il Parlamento europeo ha cancellato dalla risoluzione per "l'eliminazione degli stereotipi di genere in Europa" la frase che evocava il "divieto di tutte le forme di pornografia nei mezzi di informazione e della pubblicità di turismo sessuale". Il testo emendato è stato approvato a larga maggioranza per alzata di mano. Nel fine settimana era bastata l'idea che un giorno in Europa si potesse anche solo pensare a vietare il porno per scatenare un'ondata di mail di protesta che hanno costretto il Parlamento europeo a porre filtri alle caselle di posta elettronica, subissate da oltre un milione di messaggi. Inviati però, a quanto riferiscono fonti parlamentari, da un numero "molto limitato" di indirizzi IP. Segno abbastanza evidente di una possibile strumentalizzazione del caso. D'altro canto la frase incriminata era entrata nel testo solo per "errore", come spiegato dall'autrice della mozione, l'olandese Kartika Tamara Liotard. Che la pornografia voleva vietarla, ma solo nelle pubblicità. "C'é stato un problema di comunicazione - ha affermato - dovuto al fatto che è stata utilizzata la parola 'media', l'intenzione iniziale era rivolta a chi realizza pubblicità, non ai mezzi di informazione".

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